Era dai tempi di “
One Hour by the Concrete Lake” dei PoS che non riuscivo a trovare un album così carico di emozioni, così vario, raccontato così bene e, soprattutto, non ancorato ai cliché (diciamocelo, un po' stantii ormai) del nostro amato progressive metal. Ed è per questo che, sin da subito vi consiglio “
T”, ultima fatica discografica dei greci
Mother of Millions, forse non la band più famosa del mondo, ma una di quelle che se lo meriterebbe.
Questo album concettuale, infatti, riesce in maniera incredibile ad esplorare sentimenti ed emozioni disparate, passando con una naturalezza disarmante dalle partiture metal più dure ed intricate, a momenti corali, a sussurri pieni di dolore.
Citare un pezzo è pura eresia, in un album che, pur non essendo un concept, viaggia compatto come una locomotiva con i suoi vagoni. Ma vi prego, se volete bene al vostro Sbranf di quartiere, prendetevi TUTTO il tempo che serve (e ne servirà) per lasciare che “T” si schiuda nei vostri padiglioni auricolari, andando a toccare corde che sono più vicine a Leprous o Haken, ma che qui, complice anche la voce meravigliosa di George Prokopiou, acquisteranno vette emotive davvero commoventi. Consigliato ai deboli di cuore.
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