Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:35 min.
Etichetta:Dying Victims Productions

Tracklist

  1. TREMBLING DUNGEONS
  2. FORBIDDEN FRUITS
  3. FLIEHEN
  4. SHIBUYA NIGHTS
  5. SILVER STRINGS AND IRON WINGS
  6. ETERNAL DAGGER
  7. UNCHAINED & UNTAMED
  8. TREACHEROUS TYRANT
  9. MOUNTAINS OF MADNESS

Line up

  • Ela: vocals, guitars
  • Steffen: lead guitars
  • Matze: bass, backing vocals
  • Björn: drums

Voto medio utenti

"Eternal Dagger" si presenta con una iconica copertina, realizzata da Mario Lopez (Crystal Viper, Evil Invaders, Medieval Steel..), che non può che far venire in mente i Tygers Of Pan Tang, e in effetti nel corso dell'album non mancheranno influenze da parte della N.W.O.B.H.M., anche se la formazione teutonica non smentisce di certo le proprie origini: irruenti e sguaiati, per un assalto vecchia maniera, un po' sullo stile dei primissimi Helloween e Running Wild, un sound che ci sbattono sul muso con "Trembling Dungeons" che un po' a sorpresa ci consegna un cantante in grado di affrontare sia i frangenti più torridi sia quelli dove è richiesto un minimo di apporto melodico. Complimenti quindi a Ela (Sir Serpent) che peraltro dimostra di sapersela cavare anche con la chitarra, al pari del compagno di scorribande Steffen (Russel), come possiamo rivelare su "Forbidden Fruits", brano che più che alle fonderie della Ruhr ci porta dalle parti delle acciaierie di Newcastle, visto l'approccio che ricorda Tank e Tysondog e più in generale il sound di diverse formazioni della Neat Records. Restiamo più o meno da quelle parti anche con la seguente "Fliehen", per quanto lasci trapelare un vago sentore punkeggiante, acuito dal cantato in tedesco, e poi con il mid-tempo "Shibuya Nights" per un più scanzonato approccio Hard Rock. Si torna comunque a correre, pur senza toccare le velocità dell'opener, con "Silver Strings And Iron Wings" e il suo gustoso (e aggiungerei in debito con i Running Wild) guitarwork, sull'anthemica ed eclettica titletrack, ma soprattutto con quella "Unchained & Untamed" che tenendo fede al titolo scorre indomita nei suoi tre minuti di durata. Non che "Treacherous Tyrant" sia invece un brano arrendevole: tutt'altro, ben scandito dal drumming di Björn svela l'animo più Speed & Thrash (direi alla Exciter) degli Iron Kobra, mentre la conclusiva "Mountains of Madness" da sfogo al pathos e alle passioni più epicheggianti dei nostri, peraltro con ottimi risultati, anche per la prova vocale limpida, enfatica e più che all'altezza di Ela.

Per l'occasione la Dying Victims Productions è andata a recuperare e ristampare anche i due precedenti album - "Dungeon Masters" del 2012 e "Might & Magic" del 2015 - e alla luce della determinazione e della freschezza di questo "Eternal Dagger" beh... un pensierino ce lo faccio pure io.




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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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