Il quinto album dei
Noveria porta una vera rivoluzione nella formazione, vedendo come unici superstiti il mastermind
Francesco Mattei e il bassista
Andrea "DGM" Arcangeli. Per il resto, aria nuovissima: dentro il bravissimo
Paolo Campitelli alle tastiere,
Frank Marino alla voce e
Paolo Conte dietro le pelli.
Questo stravolgimento di formazione, per fortuna o purtroppo, non affligge la direzione stilistica della band, che rimane ancorata nel più classico dei power/prog di chiarissima matrice Symphony X, ma con una bassissima componente sinfonica, finendo (come quasi sempre) per somigliare in maniera preoccupante ai maestri DGM. E hai voglia a parlare di "
The cinematic prog metal experience" (parole della label): ogni volta che qualcuno usa il termine "cinematic", da qualche parte un tastierista muore...
Entriamo nel vivo della faccenda. L'album è prodotto splendidamente, e ci presenta una manciata di canzoni che piaceranno sicuramente a chi ama il genere, pur offrendo poco di innovativo. I bellissimi assoli di Francesco splendono, avvicinandosi pericolosamente in alcuni casi ("
Convicted to Rise", per esempio), allo stile di Michael Romeo, che se proprio devi somigliare a un altro chitarrista, mi sembra una scelta ottima! Ma il vero 'problema' della nuova formazione (VI PREGO DI NOTARE LE VIRGOLETTE GRAZIE) è, ahimè, il pur bravo Francesco Marino, e devo spiegarvi perché, prima che qualcuno travisi le mie parole e mi accusi di attaccare un cantante bravo e molto competente. Semplicemente, Frank ha un range e una tecnica che gli fanno prediligere spesso il falsetto di testa, che nel suo caso è parecchio sottile. Questa cosa per chi vi scrive fa un po' a cazzotti con tutta quell'opulenza e quella potenza ostentata dalle parti strumentali, creandomi nelle orecchie l'effetto "Charlie Dominici" (riposi in pace), pur essendo Frank - e lo ripeto per la centesima volta - un signor cantante.
Poco male: ascoltate le suggestioni orientaleggianti di "
Echoes from the Abyss", godetevi VERI violoncelli e violini, la presenza di Mike "Queen" Moran in "“Through Your Light” o del sempre bravo Mistheria in “Cold Flames” (la mia preferita per adesso)...
Insomma, il solito bel disco dei Noveria, e le mie parole vi arrivino come una disamina quanto più possibile onesta ed oggettiva, il che non toglie un'oncia alla bontà di questo lavoro.
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