Copertina 7

Info

Anno di uscita:2026
Durata:48 min.
Etichetta:Pride & Joy Music

Tracklist

  1. A GUIDING HEART
  2. NATURAL HIGH
  3. IF THIS IS LOVE
  4. LEARN TO LOVE AGAIN
  5. A BILLION MILES AWAY
  6. WALK THROUGH THE FIRE
  7. DANCE THE NIGHT AWAY
  8. RUNAWAY
  9. DIVINE
  10. LOSE CONTROL
  11. IT’S HARD TO SAY GOODBYE

Line up

  • Andi Kravljaca: vocals, guitars
  • Andreas Nergård: keyboards, bass, drums

Voto medio utenti

Ok … è noto che le schede promozionali delle uscite discografiche sono per definizione iperboliche (talvolta al limite del “controproducente” …) e che non bisogna farci troppo affidamento, eppure laddove ci viene comunicato che siamo di fronte ad una band che punta a realizzare “il futuro che gli anni ’80 avevano promesso ma che non si è mai concretizzato”, diventa inevitabile concedere una particolare attenzione all’oggetto di tale impegnativa ed enigmatica proclamazione.
Il gruppo in questione è in realtà un duo, formato da Andi Kravljaca (Seventh Wonder, Hydra, Find Me, Thaurorod) e Andreas Nergård (Nergard), riuniti sotto la denominazione collettiva Kindred North e all’esordio per la Pride & Joy Music, con l’albo eponimo.
Tutta “gente” che fa della competenza e della prestigiosa reputazione un proprio vanto e anche per questa ragione sembrerebbe abbastanza strano se poi il tutto si risolvesse alla prova dei fatti in una semplice “smargiassata”.
E, in effetti, “Kindred North” è un disco che tenta di “attualizzare” i sacri dogmi dell’hard melodico “classico”, avvolgendolo ora in brezze power-prog-eggianti e ora in drappi poppettosi, sollecitando i gusti di quella fascia di pubblico che apprezza l’approccio espressivo di formazioni del calibro di Art Nation, Crowne, Wildness e (in parte) Seventh Wonder.
Il tentativo è abbastanza riuscito, benché, come spesso mi accade in questo specifico settore musicale, rilevo nell’insieme un’incombente sensazione di artificioso che finisce per zavorrarne l’impatto emotivo.
Succede, per esempio, che “A guiding heart” desti qualche perplessità sulla componente enfatica delle melodie, peraltro solo discretamente congeniate, e che “Natural high” si riveli un caso techno-AOR di buon livello, sebbene anch’esso vagamente di maniera.
If this is love” irrobustisce il clima sonoro con notevole competenza e una certa sensibilità, mentre “Learn to love again” svela il versante più romantico, “cinematografico” e ottantiano dei Kindred North, impegnati, in “A billion miles away” a rendere ancora più sfaccettato il loro songbook, stratificando le melodie e rendendo la struttura armonica ariosa e contagiosa.
Si può quindi tranquillamente parlare di un disco in “crescendo”, dal momento che “Walk through the fire” è un ottimo esempio di rock adulto per il terzo millennio (un po’ alla maniera dei Degreed), seguito da una “Dance the night away” in cui l’enfasi sonica diventa maggiormente funzionale e meno “posticcia”.
Andiamo ancora meglio con le palpitazioni sentimentali di “Runaway”, dalla costruzione musicale in realtà abbastanza “tradizionale”, con i suggestivi barocchismi di “Divine” e pure con i tumulti di “Lose control”, uno sfarzoso hard n’ heavy di valente fattura.
It’s hard to say goodbye” interrompe la “crescita” della raccolta (e non soltanto perché è l’ultima traccia in programma …) e riprende a lasciar trasparire un formalismo non distruttivo e ciononostante leggermente “fastidioso”.
Tecnica sopraffina, vocazione interpretativa, buongusto compositivo e lodevoli intenti artistici non cancellano del tutto l’impressione che i Kindred North non siano stati in grado di ottemperare in maniera risolutiva ai succitati annunci propagandistici … forse sarebbe meglio aggiungere “per ora”, perché la distanza dall’obiettivo, al netto della sua “pittoresca” formulazione, non è proibitiva.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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