Februus - Construction Of Conflict

Copertina 5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2026
Durata:41 min.
Etichetta:Transcending Obscurity Records

Tracklist

  1. GENOCIDE BY DEFAULT
  2. MEASURES OF ESCALATION
  3. SUICIDE BY PROXY
  4. THE FIRST LIMB IS CUT
  5. THE MISERY THAT AWAITS THE WORLD
  6. FUELED BY NARCISSISM
  7. SCAVENGERS OF THE FORGOTTEN POOR
  8. SUPPRESSING THE FUTURE

Line up

  • Andreas Karlsson: everything

Voto medio utenti

I Februus sono una one-man band svedese, proveniente da Höör che, con il secondo full-length della propria carriera, intitolato Construction Of Conflict ed uscito per Transcending Obscurity Records, tentano palesemente di emulare i più blasonati colleghi americani Blood Incantation, puntando su un sound che alterna partiture tipicamente progressive, ad un death melmoso e, a tratti, anche assai brutale.
Purtroppo però, il risultato finale non sorride alla band di Andreas Karlsson, il cui lavoro, nonostante qualche buono spunto, si rivela terribilmente caotico, frammentario e, alla lunga, anche fiacco.
Perfino il titolo gioca a sfavore dei Februus, rivelandosi beffardamente profetico, poiché il loro stile sembra proprio basarsi sulla costruzione di una serie di conflitti tra le differenti sfumature che ne caratterizzano l’espressività artistica.
Difatti, il problema principale degli svedesi risiede nella scarsa integrità tra le diverse tonalità cromatiche, utilizzate all'interno della medesima cornice, che faticano ad amalgamarsi tra loro e l'immagine generata è qualcosa di terribilmente confuso; i vari elementi, se presi singolarmente, si rivelano anche di buona fattura tuttavia, tra di loro, fanno a cazzotti e, nel complesso, il quadro finale non convince.
A fronte di quanto detto sopra, appare evidente che le tracce di Construction Of Conflict, dalla opener Genocide By Default, fino alla conclusiva Suppressing Of The Future, passando per le altalenanti Measures Of Escaltion, The First Limb Is Cut e per le schizofreniche Fueled By Narcissism, Scavangers Of The Forgotten Poor, o ancora, per la strumentale The Misery That Awaits The World (breve, ma intensa, probabilmente, per assurdo, l’apice del disco), si contraddistinguono per i loro alti (pochi, ma comunque presenti) e bassi (troppi e generati principalmente dalla mancanza di unità e continuità tra le varie parti).
I Februus sono l’ennesima dimostrazione che le buone intenzioni e delle discrete doti tecniche, non sono comunque sufficienti per realizzare un prodotto di qualità.
Rivedibili.


Recensione a cura di Ettore Familiari

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