I
Final Plague sono una death metal band tedesca formatasi nel 2019, con all'attivo la pubblicazione di un EP nel 2023,
"Blood", e di un full-length a fine giugno 2026 che adesso andremo a recensire,
"Downwards", rilasciati entrambi in via indipendente.
Con
"Downwards" i cinque tedeschi confezionano dieci tracce spalmate su un running time di soli trentaquattro minuti di old-school death metal dal taglio nord europeo — vengono in mente soprattutto i
Grave — dove comunque sia si trovano ben inseriti anche influssi più articolati e seminali tipici della scuola a stelle e strisce.
La matrice stilistica dei
Final Plague è prevalentemente orientata nella direzione di composizioni veloci e dirette, in cui restano sempre presenti vari momenti più predisposti al senso del groove e, come già accennato, a snodi sonori più intricati che riescono a non far mai scadere nel banale i brani, merito soprattutto di un guitarwork efficace ed ispirato.
Tutto ciò si abbina a un sound che restituisce il feeling della prima metà dei '90, ma ben riadattato agli standard di pulizia e qualità delle release attuali.
"Downwards" è un'opera classica che sono convinto possa accogliere il plauso di ogni amante del genere e, soprattutto, possiede il pregio di presentare quel giusto bilanciamento tra inintelligibilità e soluzioni catchy in grado di invogliare la ripetizione in serie dell'ascolto.
In via del tutto personale preferisco un buon disco death metal che percorre con solidità sentieri ormai ampiamente battuti, piuttosto che un'esplorazione senza piena cognizione di causa mediante un novero di soluzioni inutilmente complesse; e credo che proprio questo sia stato l'intento — pienamente riuscito — dei
Final Plague.
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