Per molti true metallers attempati, gli
Acid rievocheranno dei piacevoli ricordi: stiamo parlando di una delle realtà Speed Metal più importanti d'Europa, proveniente da una nazione non esattamente famosa per la musica Metal come il Belgio (vero
Ostrogoth?) e pure la cantante donna non era esattamente una cosa all'ordine del giorno nella musica Metal di quegli anni.
Facile quindi che una band del genere pur non essendo diventata chissà quanto famosa, sia riuscita a conquistare un piccolo zoccolo duro di fans che è resistito nel tempo.
Negli anni 2010 poi il revival delle frange più classiche dell'Heavy Metal ha avuto un ritorno di fiamma, soprattutto con la "New Wave of Traditional Heavy Metal", et voilà, ecco che la cantante storica degli
Acid torna con una band che da un lato omaggia gli '80s (anche con setlist speciali in questo o quel festival in giro per l'Europa) e dall'altro continua a fare musica secondo un certo stilema musicale.
Sarebbe bello decantare le lodi di questo "
Hellbender", ma dietro ad una copertina molto bella e fottutamente Metal, si cela un disco Heavy Metal abbastanza poverello di idee.
Lo stile musicale è una versione un po' annacquata e diluita degli
Acid che furono, con pure delle aperture all'Hard Rock che nelle intenzioni dovrebbero dare più varietà al sound, ma in pratica non fanno che renderlo ancora più blando e incatenato.
Purtroppo il disco procede stanco, risultando poco potente e addirittura legnoso nel suo incedere.
Se questi sono i risultati, forse è meglio che la sempre brava
Kate de Lombaert torni ad omaggiare gli
Acid dei tempi che furono (come fatto con l'apprezzabile "
Blowing Your Ears Off" estrapolato da un "
Keep it True").
Il full di inediti d'esordio non è un brutto disco, ma è un lavoro che ha poche idee, stanco e senza quel quid in più che gli permetta di emergere in un panorama sempre più affollato.
Capiamo perfettamente perché la
High Roller Records abbia finanziato l'operato, ma di questa notevole etichetta discografica preferiamo ricordare gli ultimi lavori di
Morbid Saint,
Vulcano e
Paradox, che pur non risultando dei capolavori, sono dei lavori assolutamente dignitosi e che possono dare un bel po' di attimi di gioia ai (pochi) fans delle band appena citate.
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?