Nuovo album per i norvegesi e guardando la copertina mi viene in mente
Kubrick ed il suo capolavoro “
2001: Odissea Nello Spazio”.
Attenzione, questo però non è un suono monolitico, incapace di evolversi e trascinarsi stancamente, tutt’altro, pur rimanendo nell’alveo del black metal di matrice norvegese il nostro
Thomas Eriksen aggiunge qualcosa, piccoli particolari ma non di poco spessore.
Il musicista scandinavo è una persona intelligente e sa benissimo che sarebbe stupido produrre un album di metallo nero simile a quelli della prima metà degli anni novanta.
Qui ci sono chitarre devote al suono della nera fiamma, ritmiche che partono da blast beats furenti a rallentamenti soffocanti e doom ma non solo, abbiamo aperture melodiche di ampio respiro e in alcune tracce cori epici puliti, quindi si è coerentemente evoluto ma riconoscibile il marchio e questo credetemi è un bel risultato.
Un gradito ritorno, nero come la pece ma che sa anche toccare corde dell’anima più fini e farle risuonare.
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