Dopo la trilogia "Döden", a distanza di ben sette anni, tornano i misteriosi
Mylingar con il loro death/black metal claustrofobico, privo di qualsiasi spiraglio di luce, e morboso nelle sue trame sinistre.
Il nuovo album
"Út", rilasciato da
Amor Fati, è un concentrato di cattiveria ed atmosfere "sacre", traiettorie fortemente distorte e disturbanti per mezzo delle quali il gruppo, senza tregua, riversa su di noi odio e disprezzo in una alternanza di momenti caotici, dal sapore "alieno" (sottolineo l'aggettivo), ed altri più ragionati, per quanto la ragione possa essere compatibile con un caos come questo, secondo un'ottica di precisa volontà di fare male, rendendo la proposta assolutamente misantropica, brutale, dissonante e, come credo sia ovvio, distantissima da qualunque forma di melodia o di velleità commerciali.
I
Mylingar non vogliono piacere a nessuno e sfruttano la loro formula di Death, Black, Groove Metal e Harsh Noise per dipingere un quadro tetro, velenoso e, per certi versi, maestoso, un quadro dove, sebbene tutto sia rumoroso e intricato, nulla sembri fuori posto ed ogni minimo dettaglio, al contrario, viene concepito per esaltare l'intensità e la poca umanità di un suono in grado di provocare le vertigini anche nel più estremista tra di voi.
La musica (estrema) è anche questo: pura depravazione psichica. A voi capire di essere pronti, o meno, ad un impatto dissonante come quello di
"Út"...
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