Tornati sulle scene dopo quasi dieci anni di assenza, i cileni
Oraculum sono finalmente pronti per il loro debut album
'Hybris Divina'. Ed effettivamente di buona musica c'era da sperarne, dati i due EP pubblicati dalla band nel 2014 e nel 2017, rispettivamente 'Sorcery of the Damned' e 'Always Higher', racchiusi poi entrambi in un boxset uscito nel 2018, un death metal opprimente, con poco spazio alla melodia, diretto, soffocante. Da lì, sembrava che qualcosa dovesse nascere finalmente, e invece stop. Non si capisce bene quale sia stata la ragione di questa lunga pausa, ma l'importante è poter tornare a parlare degli
Oraculum in maniera continuativa, almeno si spera, con questo nuovo full length. Introdotto da una copertina affascinante, questo debutto va decisamente consigliato a chiunque abbia a cuore i primissimi Pestilence, Imprecation, Bolt Thrower, ma sopratutto a parer mio, gli Asphyx. Difficile non richiamare a sè, sin dal primo ascolto di
'The Great One' quei suoni di chitarra da far togliere il respiro, da lasciare interdetti che tanto erano caratterizzati su veri e propri masterpiece come 'The Rack' o 'Last One On Earth'.
Con una durata complessiva decisamente azzeccata, sui quaranta minuti e rotti, la band riesce a passare senza grandi problemi da sonorità più veloci e massacranti, come
'Carnage' o
'Spiritual Virility', dove in quest'ultima il riffing si fa nettamente più serrato quasi a voler "rinchiudere" l'ascoltatore in una prigione dalla quale non potrà esserci nessuna via di fuga, ad altri dove si toglie il piede dall'acceleratore e si assapora una lenta agonia, come in
'Dolos' (un titolo, un programma), o
'Mendacious Heroism'. In generale, le canzoni presentano uno stile variegato e mai troppo simile, cercando in un tempo comunque relativamente breve di mettere sul piatto tutte le capacità dei singoli musicisti e, alla fine di tutto, il risultato è decisamente riuscito, grazie anche ad un growl di tale
Scourge of God mai monocorde e noioso. Un plauso va anche alla produzione, non eccessivamente 'da cantina', e che riesce a mettere in risalto le abilità dei singoli componenti, specie il batterista.
Incrociando le dita, e sperando di non dover aspettare altri due lustri per sentire nuova musica da parte degli
Oraculum, il verdetto per questo debut
'Hybris Divina' è nettamente sufficiente, aggiungendo che le potenzialità per un graduale miglioramento e affinamento del proprio sound si sentono, e non poco. Nell'attesa, godiamoci questo primo step!
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