Copertina 7

Info

Demo
Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2006
Durata:30 min.

Tracklist

  1. HELL’S DOORS
  2. THE LIGHT SAND
  3. ROADS OF THUNDER
  4. WILD METAL
  5. SING LOUD AND PROUD
  6. KHYALEN

Line up

  • Massimo Cantù: vocals
  • Steve Zambelli: guitars
  • Dario Pasinetti: guitars
  • Stefano Marelli: bass
  • Ivo Sangalli: drums

Voto medio utenti

"Wild Metal". Già, un Heavy Metal selvaggio, dall’inequivocabile imprinting maideniano e ad ogni modo pesantemente influenzato dalla NWOBHM. Sonorità che i Thunder Axe, band bergamasca al primo demo, affrontano ottimamente, con cognizione e dedizione.
"Hell’s Doors" è un'opener rocciosa, dal passo deciso e con un refrain insistito, con un ottimo Massimo Cantù alla voce e le due chitarre, di Steve Zambelli e Dario Pasinetti, in grande spolvero. "The Light Sand" bussa con maggior decisione alla porta degli Iron Maiden e le influenze della Vergine di Ferro si fanno pesanti (heavy… yeah!!) nelle ritmiche, nel guitarwork e nel lungo break strumentale, ma anche all'altezza del ritornello, eppure allo steso tempo nel suo svolgimento c’è qualcosa che richiama i nostri Strana Officina.
Bello poi anche l'arpeggio e l'approccio vocale che aprono la successiva "Roads of Thunder", brano che ricorda il primo Bruce Dickinson solista e che mette nuovamente in mostra la bravura dei Thunder Axe, che poi si rimettono a correre con una rocciosa "Wild Metal" e con "Sing Loud and Proud", dove sembrano essere stati influenzati più dai Saxon, Raven o Grim Reaper che dai Maiden. Poco importa, perchè il songwriting di Steve Harris riemerge con vigore e prepotenza sulla conclusiva "Khyalen", un mid-tempo massiccio e spronato sin dalle prime battute dalla batteria di Ivo Sangalli, ma che tutto sommato parte un po' sottotono e che ha i suoi momenti migliori nella cavalcata finale.
"Wild Metal" è un buon demo (peraltro registrato ottimamente e curato anche sotto l'aspetto grafico) che risale all'agosto dell'anno scorso, e da allora i Thunder Axe sono già al lavoro su nuove composizioni.
Certo che con queste basi di partenza ora c'è da aspettarsi molto da loro, e se è auspicabile che in futuro possano staccarsi maggiormente dai modelli di partenza, spero vivamente che non facciano mosse sconsiderate, con inopinate virate di rotta. Ma non credo proprio sia il loro caso!
Up the... axes!
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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