AA.VV. - A Tribute To The Beast

Copertina 5,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2002
Durata:76 min.
Etichetta:Nuclear Blast
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. THE IDES OF MARCH / PURGATORY (STEEL PROPHET)
  2. ACES HIGH (CHILDREN OF BODOM)
  3. THE TROOPER (RAGE)
  4. HALLOWED BE THY NAME (CRADLE OF FILTH)
  5. RUNNING FREE (GRAVE DIGGER)
  6. PROWLER (BURDEN OF GRIEF)
  7. DIE WITH YOUR BOOT ON (SONATA ARCTICA)
  8. CHILDREN OF THE DAMNED (THERION)
  9. TRANSYLVANIA (ICED EARTH)
  10. REMEMBER TOMORROW (OPETH)
  11. THE NUMBER OF THE BEAST (SINERGY)
  12. STRANGER IN A STRANGE LAND (DISBELIEF)
  13. FLIGHT OF ICARUS (TIERRA SANTA)
  14. 22 ACACIA AVENUE (DARK TRANQUILLITY)
  15. WRATCHILD (SIX FEET UNDER)
  16. POWERSLAVE (DARKANE)

Line up

Non disponibile

Voto medio utenti

Mi si erano drizzate le orecchie già tempo fa, quando avevo adocchiato una news sulle intenzioni della Nuclear Blast di organizzare un tributo, l'ennesimo, dedicato agli Iron Maiden. Poi ho perso di vista questa iniziativa, finché, un po' a sorpresa, un paio di giorni fa mi è finito tra le mani questo "A Tribute To The Beast". L'album è una raccolta decisamente superiore al recente "A Tribute To Accept Vol. 2", sempre uscito per la Nuclear Blast, sia per i nomi coinvolti sia per il risultato complessivo che i 16 gruppi raggiungono. Qualcuno a questo punto potrebbe obiettare che la differenza tra i rispettivi voti posti a fondo pagina è invece minima. Beh, questo è fortemente legato all'unica grossa critica che mi sento di muovere all'album, un "particolare" che forse non tutti avranno colto, ma che non è sfuggito ad un fanatico dei Maiden come il sottoscritto. Sono troppi i brani già in circolazione (pure con parecchi anni sulle spalle!), apparsi qua e la sui lavori dei rispettivi gruppi (ad esempio i Therion, Iced Earth, Rage...), ma sopratutto inclusi su altri tributi. Ecco infatti saccheggiati "A Call To Irons", "Transilvania 666" e "Made In Tribute", sempre poi che non me ne scappino altri di cui ignoro l'esistenza. Da questi provengono ottime covers come quella dei Dark Tranquillity con la loro versione di "22 Acacia Avenue", oppure la personale reinterpretazione di "Flight Of Icarus" che fanno i Tierra Santa, gruppo spagnolo secondo me talvolta sopravalutato ma che in questa occasione si eleva dalla media. Questo non si ripete con i Sonata Arctica e la loro prova senza mordente su "Die With Your Boot On". Lo stesso discorso si può estendere ai Cradle of Filth, che alle prese con la mitica "Hallowed Be Thy Name" non riescono a essere convincenti e nemmeno a rendere veramente malvagio quello che considero in assoluto il miglior brano dei Maiden. Tornando ai brani più riusciti, non sfuggono alle lodi gli Opeth e neppure i Darkane, mentre metterei sullo stesso piano le più che discrete versioni che Grave Digger e Children Of Bodom fanno rispettivamente di "Running Free" e "Aces High". E' inevitabile anche la presenza di qualche versione "riempitiva", e ciò avviene con i Burden Of Grief e Sinergy, mentre i Disbelief si propongono nella cover che meno mi ha convinto. Come già detto "A Tribute To The Beast" è penalizzato più a livello morale che per la reale qualità dei brani presenti, però questo è un aspetto che mi sembra importante sottolineare. Già che c'era la Nuclear Blast poteva riciclare anche i Sentenced di "The Trooper", che mi è sempre sembrata più riuscita rispetto a quella dei Rage, oppure... oppure... Chissà, magari le tengono al caldo per il numero 2, 3, 4!! Ad ogni modo a ben vedere nella scena metal mondiale esistono una miriade di cover dei Maiden... ed un motivo ci sarà!
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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