Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2023
Durata:41 min.
Etichetta:Elevate

Tracklist

  1. AERARIUS FABER ARTIFEX
  2. IUS PRIMAE NOCTIS
  3. ARDE PAGANUS
  4. ARTEMISIA
  5. GIOVANNI DALLE BANDE NERE
  6. FLAGELLUM DEI
  7. LEGIONE
  8. CARONTE

Line up

  • Piero Arioni: drums
  • Andrea Mattei: guitars, bass, keyboards
  • Giuseppe Cialone: vocals

Voto medio utenti

Sono già passati due anni dallo strepitoso "Anno Mille", opera prima dei Sommo Inquisitore, creatura partorita dal frontman dei Rosae Crucis Giuseppe "Ciape" Cialone che in questa avventura si porta dietro da casa madre Piero Arioni alla batteria, con Andrea Mattei che si occupa di chitarre ed arrangiamenti: oltre a loro, già presenti nel debut, si aggiungono altri due loschi figuri come Giuseppe Marinelli all'altra ascia ed Andrea Romanzi al basso a completare la line-up, oggi assai più corposa.

Se nel 2021 rimasi stupefatto dalla bontà del materiale proposto, nonostante la stima e la fiducia riposta nei protagonisti e basata su anni ed anni di musica di qualità proposta dai nostri, stavolta ero ben pronto ad accogliere il nuovo "Aerarius Faber Artifex", in questa occasione edito da un nome storico tra le label nostrane, ovvero la capitolina Elevate Records.
La proposta concettuale è la logica prosecuzione di "Anno Mille", ma il Sommo Inquisitore è tornato ancora più spietato e severo: musicalmente il nuovo lavoro è leggermente meno "arioso" del predecessore, i brani si sono fatti ancora più rigidi ed incessanti, con minori concessioni a linee vocali di presa più immediata e melodica, come poteva accadere in "Pestilentia", e di fatto questo ha comportato un piccolo allontanamento dal songwriting mediamente proposto proprio dai Rosae Crucis, il tutto anche accentuato da una produzione ispessita, con chitarre più gravi ed una batteria maggiormente in primo piano rispetto all'esordio.



Fatta eccezione per la delicata ed intensa ballad semi-acustica "Artemisia", davvero di pregevolissima fattura anche a livello lirico (totalmente in italiano con inserti in latino), "Aerarius Faber Artifex" davvero tramuta in musica la nera epoca narrata dal Sommo Inquisitore, ammantata da epica disperazione e dal giudizio implacabile, in cui emergono la carica di "Giovanni dalle bande nere" e la cupa obbedienza di "Ius Primae Noctis", fino a giungere alla drammaticità di "Arde Paganus", probabilmente il brano più nero mai proposto dai nostri.

L'epicissima "Legione" e la rassegnata nenia di "Caronte" vanno a chiudere un lavoro che per chi ascolta questo tipo di musica rappresenta senza dubbio più che un "semplice" disco: come già scrissi, "heavy metal adulto, fiero e colto", aggettivi che facciamo nostri ed in cui ci piace identificarci, nel mezzo di una cultura popolare odierna che non ci rappresenta.

Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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