Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2023
Durata:38 min.
Etichetta:Gates of Hell Records

Tracklist

  1. WOLVES IN THE SHADOWS
  2. WET NET
  3. GOSSAMER SKY
  4. KNIFE IN A VELVET GLOVE
  5. WALLS OF BONE
  6. SANDSTONE
  7. ARC TERMINAL X
  8. DUST WITHIN
  9. BEYOND
  10. THIN VEIL

Line up

  • Reuben Storey: drums, bass
  • Dan Munro: guitars, vocals

Voto medio utenti

Un artwork minaccioso, dallo sfondo sognante, particolarmente affascinante, un monicker accattivante ed un suono volutamente grezzo, accentuato da una produzione furbescamente sporca, che fa molto “anni ’80”; non v’è dubbio alcuno che questo duo americano, formato da Dan Munro (voce e chitarra) e Reuben Storey (basso e batteria), ci sappia fare e che, a dispetto dell’inesperienza, conosce i giusti trucchetti del mestiere per attirare immediatamente l’attenzione.
La band in questione si chiama Vision Master, proviene dallo stato di Washington ed esordisce sul mercato discografico con Sceptre, un lavoro asciutto, eppure pieno zeppo di energia, che fa di tutto per apparire acerbo, ma che tale non è.
Infatti, lo scopo della band, nemmeno tanto velato, è quello, sulla scia di ciò che già hanno fatto negli ultimi anni i vari Haunt, Night Demon, Cauldron, Kryptos ecc, di far riemergere il tipico sound, forse un pò scarno, ma genuino, efficace e particolarmente graffiante che si affermò tra la fine anni ’70 e l’inizio degli ’80, a cavallo tra hard rock e NWOBHM, con derivazioni speed, ma anche doom e sludge. Sotto questo profilo, i Vision Master riescono a centrare in pieno il loro obiettivo, considerando che Sceptre è, per l’appunto, un alternarsi senza sosta di momenti che richiamano i primi Maiden dell’“era Di Anno” (ne è un esempio Gossamer Sky), gli Angel Witch (vedasi la opener Wolves In The Shadows, oppure la potente Sandstone), i Diamond Head (Dust Within), ma anche i Motörhead (come nella brevissima, ma incisiva Wet Net) e i Black Sabbath (emblematica la doommosa Walls Of Bone).
Tuttavia i Nostri, complici un fortissimo temperamento e l'inconfondibile voce abrasiva di Dan Munro, non si limitano a riproporre in maniera passiva le suddette influenze, ma riescono a reinterpretarle, proponendo un'esplosività musicale del tutto personale che emerge prepotentemente nelle varie composizioni, in particolare nelle prorompenti Knife In A Velvet Glove, Arc Terminal X o, ancora, nell'arrogante Beyond.

La carta vincente dei Vision Master sta nella spontaneità con cui, in ogni momento, riescono ad esprimere la propria visione musicale (un pò “rétro”) con efficacia e disarmante naturalezza, segno evidente che la band ha una sua precisa identità e riesce a incidere!
Sceptre sprigiona 38 minuti di pura energia a base di un sound schietto e semplice, che tuttavia sa farsi piacere, privo di orpelli melodici o di sbrodolate tecniche ma, al contrario, essenziale, ruvido e, soprattutto, fottutamente genuino.


Recensione a cura di Ettore Familiari

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