Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2023
Durata:58 min.
Etichetta:Massacre Records
Distribuzione:Massacre Records

Tracklist

  1. SHOOT TO KILL
  2. STRANGLEHOLD OF TERROR
  3. NO HANDS BUT A GUN
  4. AK-47
  5. BLACK AS COAL
  6. TIME TO CHANGE
  7. DEATH MEANS RELIEF
  8. CHEAP DEATH
  9. PALL BEARER
  10. FOR DEAR LIFE
  11. BEAST IN HER EYES

Line up

  • Klaus Ullrich: Bass
  • Mario Vogel: Vocals (lead)
  • Michael Opfermann: Guitars
  • Dominik Bertelt: Drums
  • Jan Hüttinger: Guitars

Voto medio utenti

I Vendetta, storica formazione Thrash Metal tedesca nata nel 1985 a Schweinfurt, dopo aver inciso due gioiellini che si inscrivevano nella frangia Technical del genere come “Go and Live…Stay and Die” (1987) e “Brain Damage”(1988), si scioglieranno per riformarsi dopo molti anni, per la precisione nel 2002. Dopodiché daranno alle stampe tre album:
il massiccio “Hate” (2007), ”Feed the Extermination” (2011) e “The 5th” (2017).

A distanza di quattro anni si ripresentano in questa calda estate con il loro nuovo LP: “Black as Coal” tramite la Massacre Records, in perfetta continuità con i suoi due predecessori.
La line-up è completamente mutata rispetto a quella degli anni 80, l’unico membro originale rimasto è Klaus Ullrich, poi troviamo Mario Vogel alla voce (presente dal 2002), Michael Opfermann alla chitarra (presente dal 2012), più le due new entries: Dominik Bertelt alle pelli e Jan Hüttinger alla seconda chitarra.

“Black As Coal” è ben lontano dai fasti dei loro primi due full-length.

La proposta dei Vendetta è pressoché la stessa che li ha resi noti al pubblico del settore: un Thrash Metal piuttosto tecnico e dai caratteri progressive, che affonda le sue radici non tanto nelle formazioni del suolo germanico ma su quelle americane, Metallica su tutti.
In ogni caso siamo di fronte ad un disco che si fa rispettare e tutto sommato in grado di tenersi in piedi con dignità; in cui vengono accantonati i suoni di chitarra più pesanti che strizzavano l’occhio al Groove, a favore di un sound più tagliente e dal flavour squisitamente 80’s.
Anche la produzione è in linea con la proposta della band senza altresì risultare anacronistica, e penso si possa affermare che questo sia uno dei punti di forza di “Black as Coal”.

Nei suoi undici brani vi sono contenuti un gran numero di riffs, molti spunti buoni da parte della coppia d’asce Opfermann/ Hüttinger e tanta energia; purtroppo però il platter non riesce a decollare, e a mio avviso a causa di due fattori:
l’eccessiva durata del lavoro – circa 58 minuti –, che seppur si sposa con l’interpretazione del genere che da sempre ha contraddistinto i Vendetta, in assenza di una forte ispirazione e di una meticolosa coordinazione delle idee finisce per tediare l’ascoltatore, che si trova di fronte ad una fin troppo massiccia diluizione dei suddetti spunti interessanti (ne sono due esempi “Time to Change” e “Death Means Relief”).
Dato che vi sono molti elementi discreti una sintesi e una condensazione maggiore avrebbero consentito di ricavare un prodotto decisamente più godibile. La sensazione è che si sia voluto allungare un po’ troppo il brodo perdendo di vista l’obbiettivo.
Il secondo fattore che scredita questa nuova fatica in studio è la voce di Mario Vogel, che purtroppo denota forti carenze risultando spesso e volentieri forzata e non abbastanza incisiva, oltre che poco originale (l’eco di Hetfield è ben udibile).

Per quanto riguarda i testi l’ensemble teutonico si mantiene nel solco della sua tradizione. Anziché come molti suoi colleghi trattare tematiche legate al satanismo, l’occultismo o altri argomenti inquietanti, si concentrano su temi di critica socialmente impegnata. Critica che in tal caso verte sulla guerra, sull’inquinamento globale, la necessità di cambiare modello di sviluppo socio/economico – con veri e propri assalti al capitalismo e al suo stile di vita oscillante tra distruzione e alienazione –; sulla necessità di superare qualunque tipo di razzismo o forma di pregiudizio e di prevaricazione.

I brani più riusciti e da cui “ripartire” sono le iniziali “Shoot to Kill”, “Stranglehoald of Terror”, “No Hands but a Gun” e la conclusiva “Beast in Her Eyes”.

“Black as Coal” è un disco muscolare dalle venature Technical/Progressive che purtroppo stenta a decollare, ma che in ogni caso rappresenta un piccolo passo avanti rispetto agli ultimi due lavori dei Vendetta, consegnandoci una band ancora desiderosa di stare sulla scena.
Recensione a cura di DiX88

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