Morricone Ennio - Il Gatto A Nove Code (50th Anniversary Definitive Edition)

Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2022
Durata:40 min.
Etichetta:Rustblade Records

Tracklist

  1. NINNA NANNA IN BLU
  2. 1970
  3. SOTTINTESI
  4. PARABOLA DEL PARADOSSO
  5. PARABOLA PRIMA
  6. PARABOLA SECONDA
  7. DISSOCIAZIONE
  8. DISSOCIAZIONE SECONDA
  9. PASSEGGIATA NOTTURNA (FILM VERSION)
  10. METAFORA FINALE
  11. PLACCAGGIO
  12. IL GATTO A NOVE CODE (# 2)

Line up

  • Ennio Morricone: composer
  • Bruno Nicolai: director
  • I Cantori Moderni Di Alessandroni: choir
  • Le Voci Bianche Di Renata Cortiglioni: choir

Voto medio utenti

Questo è un disco che i cultori del genere non devono assolutamente perdere, ristampato dalla mitica Rustblade Records, è una colonna sonora iconica per certi versi.
Dici Morricone e dici tutto; questo è il commento sonoro del secondo capitolo argentiano del 1971 della famosa “Trilogia Degli Animali”, una pellicola entrata di diritto nella storia dei film di genere.
Qui il Maestro romano rispetto alle precedenti prove quando ha musicato e composto per Leone lascia pieno campo allo sperimentalismo.
Basta ascoltare il tema “1970” punteggiato da vocalizzi jazzati, un basso e brevi cenni percussionistici.
Altra traccia interessante è la inquietante “Parabola del paradosso” costruita su dissonanze, tempi medi e un basso in primo piano; i rumorismi creati dall’orchestra e dai brevi interventi vocali fanno percepire la tensione in corso.
Per capire bene il gusto del nostro nel creare con pochi strumenti una traccia emotivamente straniante basta ascoltare “Passeggiata notturna”; qui si va per sottrazione, pochi tocchi di pianoforte, rumorismi vari, vocalizzi con il basso che è lo strumento principe che fa da capofila, voglio vedere se non vi farebbe scorrere un brividino lungo la schiena ascoltandola.
L’unica composizione classica è la notturna e malinconica “Ninna nanna in blu”, che potrebbe stupire essendo l’apertura dei titoli di testa di un film giallo; invece il tema delicato, quasi romantico sottolineato da voci femminili, un flauto traverso che da il tema principale al quale seguiranno piano ed archi è magistrale.
Colonna sonora che nonostante gli anni è invecchiata molto bene come il film al quale appartiene, perché qui nonostante l’intenzione di sperimentare si è creato un piccolo gioiello merito di due geni come Argento e Morricone, da avere.
Recensione a cura di Matteo Mapelli

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