Copertina 7

Info

Anno di uscita:2022
Durata:43 min.
Etichetta:Sixteentimes Music

Tracklist

  1. GREEN POOL
  2. NO OPTION
  3. EMBRACE THE CHAOS
  4. WICKED MAN
  5. WALK YOUR WAY
  6. NAKED SOLDIER
  7. MELANCHOMANIAC
  8. SATELLITE
  9. LOVE TREE

Line up

  • Patrik Caminadar: vocals
  • Jonas Nann: guitar
  • Oliver Corrodi: guitar
  • Noè Burger: bass
  • Janick Sidler: drums

Voto medio utenti

I Naked Soldier sono una formazione di Zurigo, nata recentemente dallo scioglimento dei Mantra. Ragazzi molto giovani, ma non sprovveduti. Sfruttando le precedenti esperienze in un paio di anni sono riusciti a farsi notare nel circuito locale, grazie anche ad una buona attività live che li ha portati a condividere il palco con gente come Duel e Valley of the Sun.
Adesso pubblicano il primo full-length, per Sixteentimes Music. Il loro stile è semplice e diretto: heavy rock robusto e moderno, con inflessioni stoner e grunge. Niente più, niente meno.
Riff potenti, energia e tensione, pezzi compatti e grintosi, buon cantante dalla voce piena e virile. Un tipo di sound pienamente ispirato agli anni '90: dai Kyuss più d'impatto agli Orange Goblin, dai Soundgarden agli Alice in Chains. La maggior parte dei brani si presenta squadrata e rocciosa, carica di adrenalina e dritta al punto, ma ci sono anche delle soluzioni differenti.
"Green pool" e "No option" aprono le danze con lo spirito alcolico e ribelle dei southern rockers di ultima generazione: volume al massimo, riff turgidi e viscerali, urgenza da headbanging e attitudine da rissa del sabato sera. Roba che piacerebbe ai Rrrags o ai Serpent of Secrecy, svelta e cazzuta il giusto. Nulla di nuovo, ma fatto con onesta passione.
Talvolta emerge una propensione per lo stoner più bombastico, vedi "Embrace the chaos" o la poderosa e super-groovy "Walk your way" (dove ricordano i Duel), in altre occasioni subentra un feeling di tipo grungy, nell'accezione hard e rugginosa del genere ("Wicked man", "Melanchomaniac"). Gli svizzeri riescono ad interpretare il tutto con degna tensione, senza azzardare soluzioni troppo ambiziose ma evitando anche di apparire troppo banali e prevedibili. Il tiro strumentale rimane costantemente tosto e pulsante, gli aspetti melodici sono curati e le canzoni scorrono via con una buona piacevolezza high-energy rock.
Nel finale la band si avventura comunque in un paio di tracce più estese e scenografiche: "Satellite" è una cavalcata aspra, tesa, carica di melodia amara e notturna (vagamente sul genere di "Black hole sun", ma meno affascinante), mentre "Love tree" è una interessante incursione in territori psichedelici del tipo cormic-rock con un gran lavoro chitarristico della coppia Corrodi / Nann e la voce graffiante di Patrik Caminadar. Brano da otto minuti che nella prima parte si dipana lentamente, pieno di echi spaziali ed atmosfera misterica e rarefatta, per tornare successivamente nei binari di un vigoroso stoner-grunge. Episodio sperimentale, un pò diverso da tutto il resto, ma a mio avviso testimonianza che il quartetto possiede spazi di manovra per una futura crescita.
Gli svizzeri esordiscono in maniera discreta: di positivo c'è sicuramente l'energia e la decisione che riescono a trasmettere, una buona efficacia strumentale e vocale, grinta e passione da rockers stradaioli; dall'altro lato si nota ancora qualche richiamo di troppo agli standard dell'heavy stoner ed una struttura dei brani talvolta un pò schematica. Disco onesto, band che può migliorare.


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