Copertina 7

Info

Anno di uscita:2022
Durata:43 min.
Etichetta:ROAR! Rock of Angels Records

Tracklist

  1. TOO HOT TO HANDLE
  2. DAYS OF PASSION
  3. A WOMAN LIKE THAT
  4. BEST PART OF ME
  5. ROCK SOLID
  6. THE STAGE IS FOR YOU
  7. WHEN IT STOPS
  8. STORMCHILD RISING
  9. HEROES NEVER DIE
  10. MISS SACRIFICE
  11. FREEDOM

Line up

  • Julian Rolinger: vocals
  • Juergen Breforth: guitars, backing vocals
  • Axel Kruse: drums
  • Fabian "Fabs" Ranft: bass, backing vocals

Voto medio utenti

Da annoverare tra i veterani dell’heavy melodico mitteleuropeo, i Mad Max tornano oggi a calcare il mercato discografico orfani di un “pezzo” importante della loro storia (e di tutta la scena di riferimento) come Michael Voss, ma riescono a compensare l’importante defezione grazie alle valide qualità espressive di Julian Rolinger, un “carneade” che ha saputo integrarsi piuttosto bene all’interno del tessuto connettivo della band teutonica.
Wings of time” garantisce infatti agli appassionati del gruppo la solita accurata miscela di muscoli e melodia, magari non esattamente “sorprendente” o esaltante eppure assai ben congegnata e godibile.
Too hot to handle” apre le ostilità con il suo fascinoso tocco hard-blues, ben pilotato dalla vocalità (vagamente Jon Bon Jovi-esca) di Rolinger, ma se cercate qualcosa di ancor più tipicamente Mad Max bisognerà attendere “Days of passion”, "The stage is for you”, “Stormchild rising” (una “roba” che piacerà anche ai fans di certi Helloween) e l’enfatica “Heroes never die”, brani di hard n’ heavy ad ampio spettro capaci di combinare Stati Uniti e Germania in maniera abbastanza peculiare.
A conferma di quanto appena affermato, basta ascoltare la fusione tra Whitesnake (quelli più “americani” …) e Scorpions denominata “A woman like that”, con il suo refrain contagioso, mentre se preferite un approccio maggiormente “adulto” alla materia ecco che “Best part of me” (ispirata dallo spirito immortale di Jimi Jamison) e “When it stops” sapranno soddisfare le vostre esigenze.
Un paio di buone ballate, "Rock solid” (in duetto con Julia Salm) e la conclusiva “Freedom”, e un “riempitivo” non molesto come “Miss sacrifice”, incrementano di sensazioni positive l’ascolto di un disco complessivamente piacevole ed efficace, da consigliare a chi ama il genere e gli irriducibili Mad Max.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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