Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2022
Durata:46 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. STOP THE MADNESS
  2. BRINGING DOWN THE MOON
  3. NO LULLABY
  4. STAY A WHILE
  5. ANGELA
  6. FOREVER MY LOVE
  7. NEVER BE THE SAME
  8. DOORS OF LOVE
  9. THE MOST WANTED
  10. SUSPICIOUS
  11. TO SAY GOODBYE

Line up

  • Andi Kravljaca: vocals, guitars
  • Henrik Hedström: keyboards, guitars
  • Daniel Flores: drums, keyboards
  • Jonny Trobro: bass

Voto medio utenti

Nati da un'idea del musicista Henrik Hedström, vedono in questa caldissima estate del 2022 il debutto anche gli Hydra, band AOR che vede nelle proprie file anche Andi Kravljaca (First Signal, Find Me, e The Murder Of My Sweet) al microfono, assieme a Daniel Flores alla batteria e tastiere, e Jonny Trobro al basso. 'Point Break', questo il titolo dell'album, si configura già dalla copertina come un ascolto divertente, non particolarmente impegnativo, e sicuramente non pretenzioso nell'offrirci canzoni di difficile intepretazione.

Il che sicuramente non è un male, dato che gli Hydra poggiano le loro basi su melodie di matrice Dokkeniana, canzoni che vanno a richiamare in maniera molto decisa quegli anni 80' che difficilmente verrano dimenticati, con un pizzico di orecchiabilità molto smielata alla Bon Jovi.

E sono proprio i mid tempo e le ballad il punto di forza di questo disco, che vedono in pezzi come 'No Lullaby' e 'Forever My Love' i pezzi emblematici degli aggettivi sopracitati, un po' da andamento da accendini accesi durante un concerto. Il tutto ogni tanto viene intervallato da altri pezzi più energici come la bella 'Stop The Madness' dove la voce di Andi Kravljaca prende il posto di protagonista, e anche le tastiere giocano un ottimo ruolo, senza risultare eccessive. Eccessività che però è troppo presente in 'Angela' che, sopratutto nel ritornello, fanno un po' storcere il naso. 'Suspicious' è un'altra ballad che stavolta suona un po' inconsistente, con un sapore di già sentito, mentre invece 'The Most Wanted' presenta dei bei riff di chitarra che contribuiscono a mantenere alta l'attenzione. Si chiude il tutto con un altro pezzo lento (chi l'avrebbe mai detto), 'To Say Goodbye', nulla di eccezionale ma che comunque termina l'ascolto del full length in maniera dignitosa.

'Point Break' alla fin fine è un album che assomiglia più ad un altalena, alcuni alti e bassi, il tutto però senza eccedere nè da una parte, nè nell'altra. Ne esce fuori un album comunque più che sufficiente, che sicuramente farà contenti fan di Journey, Def Leppard, e delle band citate ad inizio recensione. Senza aspettarsi la qualità dei dischi più famosi di questi ultimi certo, ma comunque di un'uscita meritevole.

Recensione a cura di Francesco Metelli

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