Copertina 6

Info

Demo
Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2003
Durata:29 min.

Tracklist

  1. WAITING FOR HIM
  2. THE LAND OF DREAMS
  3. I CLOSE MY EYES (PART I)
  4. I CLOSE MY EYES (PART II)
  5. ONE #19
  6. THAT DAY I WILL SEE

Line up

  • Filippo Oneda: guitar
  • Stefano Bologni: guitar
  • Nicola Novellini: bass
  • Omar Zeli: keyboards
  • Thomas Mantovani: drums
  • Simone Zarotti: male vocals
  • Serena Savioli: female vocals

Voto medio utenti

Gli Angelize non si sono certo risparmiati nel realizzare "Light Of A Dying Star", un digipack davvero curato, con booklet professionale, purtroppo però la resa finale del loro primo Demo non equivale agli sforzi profusi. Le difficoltà si palesano sin dalla prima traccia, "Waiting for Him" dove il cantato di Serena Savioli è davvero troppo debole e carente di personalità, rendendo vani anche i tentativi di creare un contrasto vocale da parte della sua controparte maschile, Simone Zarotti che di propone in un canonico growling. "The Land of Dreams", dove fa la sua apparizione l'azzeccato inserimento di un sax, conferma quanto sopra ed allo stesso tempo rafforza gli accostamenti con i Lacuna Coil. Le complesse strutture di questo pezzo mettono in mostra anche i limiti di una produzione che mortifica gli strumenti, sopratutto le chitarre, troppo spesso in secondo piano. Le due parti in cui si divide "I Close My Eyes" sono tra le meno fruibili del Cd. "Part I" mostra l'influenza della new wave, mentre la seconda parte è più metal oriented con in prima linea il cantato aggressivo di Simone. Il pezzo successivo è una cover degli U2, di "One" non mi è mai piaciuto molto l'originale, eppure l'interpretazione degli Angelize non è affatto male, per gli arrangiamenti e gli inserti orchestrali, il lavoro delle chitarre, il ritorno del sax (sempre ad opera di Roberto Rossi), ed in parte per un cantato più convincente di Simone, che "cede" solo nella parte rallentata. "That Day I Will See" è il pezzo più riuscito del CD, con i chiaroscuri tipici del gothic metal, dove si nota un interessante utilizzo delle percussioni, con arpeggi ben realizzati e finalmente anche un cantato maggiormente convincente, in tutte le sue espressioni. Nonostante le critiche che gli ho mosso, gli Angelize danno l'impressione di essere una band convinta dei propri mezzi ed alla ricerca del feeling giusto, quindi in grado di far cambiare idea anche al sottoscritto. Certo, la prossima volta... per ora sufficienza stiracchiata.

Contatti:
Oneda Filippo, angel.of.distress@wind.it
Via Conti 4, 26034 Piadena (CR)
tel. (+39)3474824228

Bologni Stefano, bologni.stefano@libero.it
tel. (+39)3392462916
web: www.angelize.s5.com
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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