Copertina 6

Info

Demo
Anno di uscita:2003
Durata:21 min.

Tracklist

  1. WHISKEY NIGHT
  2. MORBID PARADISE
  3. OUT OF CONTROL
  4. LIVING LOUD ON STAGE
  5. ROADKILL (PHANTOM LIVE VERSION)

Line up

  • Mark Friedrich: vocals
  • Tony D'Ercole: guitar
  • Igor: bass
  • Max Pitea: drums

Voto medio utenti

La foto del booklet immortala quattro giovani intorno ad una moto di grossa cilindrata (almeno credo che lo sia...le motorette non sono certo la mia passione..), sguardi truci, look denim & leather da veri rockers, i Roadkill non si fanno mancare nulla in fatto di iconografia tradizionale. Lo scatto ritrae i musicisti protagonisti del presente cd, ma ora il gruppo ha inserito un quinto elemento, il chitarrista Marco Delcuratolo.
La band agisce nella zona di Milano e vanta la solita trafila delle formazioni nostrane: nascita, manciata di concerti locali stante la cronica scarsità di promozione rock/metal nel nostro paese, un paio di partecipazioni a concorsi musicali nella speranza di essere notati dagli osservatori delle case discografiche, entità che in Italia sono mitiche quanto il Liocorno o lo Yeti, tutti ne parlano ma nessuno li ha mai visti. Dopo queste annotazioni di colore veniamo al concreto.
La musica dei Roadkill si pone al confine tra hard rock ed heavy metal classico, ma ancora troppo essenziale e canonica. Siamo davvero ai primi vagiti, quando esiste tanta volontà ed entusiasmo ma latitano le idee e la sostanza. Si prendono di mira i gruppi che piacciono e si ascoltano ogni giorno e ci si ispira ad essi, nel presente caso potrei dire Saxon quanto Scorpions, Krokus quanto Rose Tattoo e così via.
Riff quadrato, vocals spruzzate di melodia, ritornello quanto più orecchiabile, assolo, ripresa del riff e del cantato, chiusura.
Lo schema è questo da una trentina d'anni ed ha successo se viene interpretato con forti dosi di personalità, che nei Roadkill non vedo ancora. "Whiskey night", dinamica, ambisce ad essere un episodio d'impatto. Abituale saldatura tra rock ed alcool di matrice Usa, sarebbe stata perfetta con qualche venatura southern. Invece si appoggia al metal con un riff ruvido ma scontato, vocals e cori da rifinire meglio.
In "Morbid paradise" compare un armonica, ottima idea ma troppo poco sfruttata. Lo strumento dell'ospite Paolo Di Lello svanisce in pochi secondi, c'era invece l'opportunità di lavorarci sopra per un bel tocco di originalità al brano, esaurito invece in un refrain discretamente catchy e nulla più. "Out of control" è un mid-tempo che non tiene fede al titolo, song controllata con il pregio di una buona fase solistica, identica a centinaia di altri brani simili. "Living loud on stage" è il tentativo anthemico, canzoni che devono raggiungere l'apice nel coro da eseguire insieme al pubblico. Anche qui evidenti richiami alla tradizione hard&heavy soprattutto germanica, song discreta ma avara di fragore e potenza sguaiata e trascinante. Livello medio.
Alla fine "Roadkill" dimostra che questo tipo di gruppi offre il meglio sul palco. Pezzo tirato e deciso, grinta discreta, reminiscenze dei vecchi Grave Digger. A mio parere, pur con grossi margini di miglioramento, è l'episodio meglio riuscito del lavoro.
L'analisi del disco mi sembra completa e, detto di un booklet molto curato che riporta i testi delle canzoni, il giudizio non può che essere di semplice sufficienza. I Roadkill hanno tanto tempo per crescere, iniezioni di coraggio per osare di più e di potenza grezza per una linea maggiormente aggressiva potrebbero trasformarli in una dignitosa dirty-rock band. Vedremo.

Contatti:
erosigor@libero.it 02/2619307 333/7883063 - antofrancy@libero.it 02/3534909 - marcore2001@libero.it 02/26308068

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