Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2021
Durata:39 min.
Etichetta:Iron Shield Records

Tracklist

  1. INTRO
  2. CRIMSON EYES
  3. ROT IN HELL
  4. CROSS THE LINE
  5. …AND AGAIN
  6. ENTER THE VOID
  7. THE SPEAR
  8. HE-M-AN
  9. THE SPELLBOUND WITCH
  10. OUTRO

Line up

  • Nadine Woelk: vocals
  • Sebastian Daschke: guitars
  • Matti Schneider: guitars
  • Diana Arnold: bass
  • Willi Will: drums

Voto medio utenti

Nella miglior tradizione delle Thrash Metal band con voce femminile, e dalla Germania gli Holy Moses e Sabina Classen ne sono i migliori interpreti, ecco da Berlino gli Space Parasites.
E visto che melius est abundare quam deficere, di rappresentanti del gentil sesso in formazione ne hanno ben due: la cantante Nadine Woelk e la bassista Diana Arnold. Che poi, a sentire come aggrediscono brani come "Crimson Eyes" o "Enter the Void", di gentile non pare abbiamo molto, almeno quando entrano in modalità Space Parasites.

Thrash&Speed Metal, aggredito e perseguito da tutti e cinque componenti del gruppo, ecco cosa troviamo su "The Spellbound Witch", album dove l'influenza degli anni '80 è innegabile, già dalla oggi desueta scelta di piazzare ai due capi del disco un "Intro" e un "Outro", che nello specifico risultano pure alquanto inutili. Nel mezzo otto canzoni riottose, come l'ottima "Rot in Hell", con Nadine Woelk (una versione ancor più stridula di Sabina Classen) in modalità "possessed" su una canzone dal DNA venomiano pur imbastardito da contaminazioni teutoniche. Per quanto i nostri si sbattano, non tutti gli episodi hanno lo stesso appeal e personalità, come, ad esempio, il trittico "Cross the Line", "…and Again" o "Enter the Void", che si adagiano su soluzioni troppo simili tra loro, per quanto certo non carenti di energia e voglia di spaccare.
Ecco però che "The Spear" allenta per un attimo il tiro, con le chitarre che si concedono qualche arpeggio e Nadine Woelk che riesce e far trasparire un pizzico di melodia dal suo stregonesco digrignare, peccato invece che la seguente "He-M-An" si riveli alquanto banale nel suo voler essere anthemica e catchy, ma anche che la conclusiva titletrack, risulti assemblata in maniera un po' caotica e frettolosa, anche perchè il lavoro dei due chitarristi, Sebastian Daschke e Matti Schneider, dopo una buona partenza si perde poi per strada.

"The Spellbound Witch" è il secondo album del quintetto berlinese, dopo "Raw And Violent" uscito nel 2019, album preceduto dall'EP "A Date with the Thrash Doctor" (2018), e ne porta avanti spirito e approccio musicale. Con discreti risultati.


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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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