Copertina 7

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2021
Durata:41 min.
Etichetta:Elevate Records

Tracklist

  1. CLOSING CIRCLE
  2. RUSH HOUR
  3. ABSOLUTION
  4. I'LL NEVER BE A RICH MAN
  5. ANOTHER NIGHT
  6. BUSINESS DAY
  7. LIAR
  8. WALTER WHITE
  9. FIGHT TILL THE END
  10. WHERE IS LOVE
  11. TAKE ON ME (A-HA COVER)

Line up

  • Enrico Sandri: bass
  • Claudio "Dr.K" Cappabianca: drums
  • Massimiliano De Stefano: keyboards
  • Fabio Minchillo: vocals
  • Massimo Canfora: guitars

Voto medio utenti

Ben otto anni ci sono voluti ai The Prowlers per dare alla luce il successore di "Point of No Return", uscito ormai nel lontano 2013 per l'americana Perris Records.
Si tratta anche un po' di un ritorno a casa, dopo molte peregrinazioni in giro per il mondo per quanto riguarda le labels (Pure Steel, Locomotive e Northwind), dato che i nostri sono tornati in Italia, accasandosi con la capitolina Elevate Records per questo nuovo e quinto album "Closing Circle" che, fin dall'eloquente titolo, vuole chiudere questo cerchio quasi trentennale di carriera.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quegli inizi come tribute band degli Iron Maiden e mi piace anche constatare i grandi miglioramenti e l'indubbia maturità acquisita nel corso del tempo da parte della band che gira intorno al nucleo originario costituito da Claudio Cappabianca, Massimiliano De Stefano e Fabio Minchillo, da sempre anima dei The Prowlers ed oggi affiancati da Massimo Canfora, unica chitarra ed in realtà ormai da 10 anni con la band, più il noto Enrico Sandri "appena" entrato in formazione.

Ne consegue un lavoro piuttosto eclettico e personale, che alterna momenti più "dirty" e rockeggianti ad altri più raffinati ed assemblati con gusto, con l'uso sempre sapiente delle tastiere di De Stefano ed un Fabio Minchillo quando più maggiormente "dickinsoniano" (d'altronde radici profonde non gelano mai) quando più personale, financo con intermezzi più progressivi come la bella "Walter White" con un incipit alla "Moonchild", le aggressive "Liar" e l'opener "Rush Hour", decisamente adatte ad ambientazioni live e con qualche deriva settantiana grazie all'uso dell'Hammond, anche se è nei mid-tempos a nostro avviso che i The Prowlers qui riescono ad esprimere meglio il loro potenziale, come nell'ammaliante "Absolution", contraddistinta peraltro da linee vocali indovinate e mai banali, cosa che peraltro è una costante dell'intero "Closing Circle", e sul finale con la onirica "Where is Love" e la conclusiva cover del celeberrimo hit anni '80 "Take on Me" degli A-Ha.

Un bel lavoro, fresco, graffiante, energico e dritto al punto, senza troppe sovrastrutture ma dotato sempre di gusto e belle melodie; senza dubbio uno degli apici compositivi della band romana.

Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.