Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2020
Durata:53 min.
Etichetta:Sheratan Records
Distribuzione:Frank

Tracklist

  1. EYES OF THE NIGHT
  2. HANDS OF TIME
  3. WORLD BELOW
  4. STORM
  5. SEA OF FEARS
  6. AFTERLIFE
  7. MADNESS
  8. WINDS OF LIBERTY
  9. PHONY
  10. RHAPSODY (UNDER THE RAIN)

Line up

  • Gianluca Codroipo: vocals
  • Simone Martinelli: guitars
  • Francesco Bartoli Benevelli: guitars
  • Lorenzo Bocchi: keyboards
  • Ivan Lazzarini: drums
  • Alberto Fontanella: bass

Voto medio utenti

La storia di questo debut album dei connazionali ArcadiA è decisamente travagliata. La band, infatti, nasce e si forma tra 2016 e 2017, e codesto primo disco è già composto e registrato a settembre 2019. MA.

Ma succede quello che succede, in Italia e nel mondo intiero, e il maledetto virus mette i bastoni tra le ruote a chiunque, tra cui purtroppo anche ai nostri eroi, che si vedono costretti a sotto-promuovere un dischetto carico di aspettative e di impegno e di amore. C'è voluta la mano del nostro collega Frank, per riportare codesto cd in redazione, e farlo affluire tra le mie manone. E così, finalmente, posso presentarvi "Hands of Time".

Trattasi in pratica di un BEL cd heavy melodic, con qualche venatura power, ma che sulla melodia punta davvero parecchio. E ne ha ben donde, vista la ottima ugola di Gianluca Codroipo, virata principalmente su registri alti, ma che preferisce (quasi) sempre un approccio cristallino, dalle parti di Alle Conti o Tomi Fooler, per citare due colleghi italiani. Musicalmente, le twin guitars fanno all'amore spesso e volentieri con tastiere ariose e ben dosate, il tutto sorretto da una sezione ritmica che spinge bene, prediligendo delle strutture più melodiche al più stantio riffing in power chords; se dovessi darvi delle coordinate sonore, forse vi direi di dare un'occhiata agli Edguy, a certi Sonata belli (dovreste andare molto indietro nel tempo!), o a qualcosa di più aperto ma non meno metalloso, tipo i Theocracy, per farvi un esempio.

Il disco è prodotto molto, molto bene, e la capacità tecniche dei musicisti si sentono tutte, soprattutto nei bellissimi e tecnicamente ineccepibili solos delle asce Martinelli-Bartoli Benevelli, ma qui è un bel sentire in praticamente ogni traccia.

Dai brani speedy ed energetici come "Eyes of the Night" o "Madness", a quelli più articolati come la lunga "Afterlife" o la bella "Rhapsody" posta in chiusura, "Hands of Time" è un album da recuperare, riscoprire e supportare. I ragazzi meritano, hanno l'età giusta e ottimi riferimenti sonori, support support support!

Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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