Copertina 6,5

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2020
Durata:56 min.
Etichetta:Indipendent

Tracklist

  1. LIKE A PHOENIX
  2. RISING
  3. NOTHING TO LOSE
  4. FROM ASHES TO FIRE
  5. THE DREAM
  6. INVISIBLE ENEMY
  7. DR. MADMAN
  8. NUMBER ONE
  9. GODS OF METAL
  10. WE ARE THE ONES
  11. EYE OF RA

Line up

  • Thomas Chr. Hansen: vocals, guitars, bass
  • Mike Terrana: drums
  • Lukky Sparxx: guitars
  • Tim "Ripper" Owens: vocals (track 9)

Voto medio utenti

Settimo album in quasi venti anni di carriera per i Gaia Epicus, il progetto solista di Thomas Chr. Hansen, musicista svedese che con la suddetta band è sempre riuscito nel bene e nel male, a tenere alta l’attenzione degli ascoltatori con Power Metal forse un po’ troppo derivativo e scontato, ma comunque di effetto. “Seventh Rising” rappresenta, come si evince anche dal titolo, la settima fatica della band che non si muove di un centimetro dalle sonorità finora proposte.

Si sentono prepotentemente le influenze di moltissimi gruppi che hanno fatto, chi più chi meno, la storia del genere nella proposta musicale dei Gaia Epicus, spaziando dagli Iron Savior, agli Helloween degli anni 2000 in poi, ma soprattutto Gamma Ray dei tempi d’oro. “Like A Phoenix” mette subito le cose in chiaro subito dopo un intro solenne, e che dal tiro che prende subito dopo sembra essere uscita dopo un rapido ascolto di “Land Of The Free”. Ci si muove sui mid tempo con “Rising” e “The Dream”, assolutamente non malvagie, ma che a causa di una produzione che non fa spiccare nessuno strumento in particolare e risulta un po’ spenta, devono essere riascoltate più volte visto il sound molte volte pasticciato. Riuscitissima invece “Number One”, che si distacca per un attimo dalla solita batteria suonata a mille e mostra un po’ di diversità nel disco, con rallentamenti e riff che incedono lentamente. Varietà che termina subito con “Gods Of Metal”, dove l’ospite al microfono è niente di meno che Tim “Ripper” Owens, accompagnato da Mike Terrana dietro le pelli, e dove il singer statunitense fa un’ottima figura in un pezzo celebrativo del metal in generale, e leggendo il testo capirete meglio, ma un appunto: Sentire Owens non costantemente su tonalità alte farebbe meglio non solo alle orecchie di chi ascolta, ma permetterebbe anche di ascoltare il singer in panni diversi dall’urlatore di turno. Convince anche la lunga “Eye Of RA”, con un solido riff matrice Primal Fear, e seppur non riservando nessuna particolare sorpresa, scorre piacevolmente portando l’ascoltare al termine del disco privo di sensazioni di noia generale.

Certo, il già sentito è un rischio che è costante non solo con questo “Seventh Rising”, ma in generale con la discografia dei Gaia Epicus, tuttavia non penso che lo scopo della band sia stupire, o comporre canzoni inaspettate. Una produzione migliore come detto, avrebbe giovato e non poco, ma se volete sentire un buon Power Metal senza tante frivolezze, dategli una chance.
Recensione a cura di Francesco Metelli

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