Copertina 8

Info

Anno di uscita:2020
Durata:40 min.
Etichetta:Century Media Records

Tracklist

  1. GHOSTS
  2. MIDNIGHT PHANTOM
  3. LEATHER DEMON
  4. LUCIFER
  5. PACIFIC BLUES
  6. COFFIN FEVER
  7. FLANKED BY SNAKES
  8. STRAY ASTRAY
  9. CEMETERY EYES

Line up

  • Johanna Sadonis Andersson: vocals
  • Marin Nordin: guitar
  • Linus Bjorklund: guitar
  • Harald Gothblad: bass
  • Nicke Andersson: drums, guitar

Voto medio utenti

La storia di questa band inizia con lo scioglimento del progetto The Oath, il duo formato dalla cantante tedesca Johanna Sadonis e dalla chitarrista svedese Linnea Olsson che avevano realizzato nel 2014 il debutto omonimo, acclamato da critica e pubblico di hard rockers/doomsters. Subito dopo l'uscita del disco, la coppia si divide e Johanna fonda i Lucifer. In un primo tempo, il gruppo si stanzia a Berlino e sfrutta la conoscenza con Lee Dorrian della Rise Above per inserire nella line-up un chitarrista del calibro di Gaz Jennings (ex-Cathedral) oltre al già presente batterista Andy Prestidge (ex-Angel Witch) ed al bassista Dino Gollnick. Nel 2015 esce il primo album "Lucifer I" (Rise Above). Un paio di anni dopo, cambia di nuovo tutto. Johanna si sposta a Stoccolma per stare vicino a Nicke Andersson (Entombed, The Hellacopters, Imperial State Electric, ecc.) che diventerà poi suo marito. La band viene completamente rifondata, con l'ingresso del chitarrista Martin Nordin (Dead Lord) ed altri veterani dell'underground svedese. Nel 2018 viene pubblicato per Century Media "Lucifer II", che ottiene un ottimo riscontro di vendite ed apprezzamenti dagli esperti internazionali.
Adesso esce il terzo capitolo "Lucifer III", sempre per Century Media. Ed è un gran bel disco. Hard rock settantiano, vibrazioni occulte, heavy metal delle origini, vibrazioni sabbathiane ed un diluvio di melodie accattivanti e perfino radiofoniche. Chiaramente, la voce morbida e sensuale della Sadonis è il fulcro intorno al quale ruota tutto il sound della formazione. In questo non può non ricordare altre bands top-level come i Blues Pills o i Blood Ceremony. Approccio che varia dall'intenso e ritmato con tocco bluesy ("Ghosts"), brano che profuma di Led Zeppelin e Jethro Tull, a quello più melodico e catchy ("Midnight phantom"), alla ballad romantico-malinconica ("Leather demon"), sempre mantenendo un profilo di grande eleganza e freschezza pur pescando a piene mani nel grande maelstrom rock settantiano.
Il cantato misurato ed avvolgente, i passaggi strumentali nel segno dell'hard più classico, i ritornelli a presa immediata, l'atmosfera moderatamente vintage, illuminano canzoni come la Purple-iana title-track, la tesa ed onirica "Stray astray" che ricorda vagamente i Blue Oyster Cult, la lenta e torbida "Coffin fever" dal retrogusto stoner-sabbathiano, ed ancora la saltellante e rock'n'roll "Flanked by snakes". Ma al di là di questo o quel richiamo a grandi formazioni del passato, è prima di tutto un album di belle canzoni. Canzoni che scorrono in maniera piacevole e coinvolgente, da ascoltare tutto d'un fiato.
Grazie a formazioni come i Lucifer, il rock duro tradizionale che amiamo da mezzo secolo non morirà mai. Non parlo di capolavoro (non lo faccio praticamente mai, visto che i capolavori sono quelli che reggono allo scorrere dei decenni) ma sicuramente di un disco da avere se amate le sonorità settantiane, le belle voci, i riff graffianti e gli assoli limpidi e tirati, le ritmiche quadrate e flessibili. In sintesi, se amate l'hard rock di qualità.

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