Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2020
Durata:70 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. PLACE TO CALL HOME
  2. TAKIN' ME DOWN
  3. DR. LOVE
  4. WHERE WILL WE GO FROM HERE
  5. PAGE OF YOUR LIFE
  6. LIFE'S A BITCH
  7. IN THE HANDS OF TIME
  8. TAKE YOU HOME
  9. EVERYTHING
  10. HOT CHERIE
  11. FEVER DREAMS
  12. RHYTHM FROM A RED CAR

Line up

  • Johnny Gioeli: vocals
  • Alessandro Del Vecchio: keyboards, vocals
  • Mario Percudani: guitars, backing vocals
  • Anna Portalupi: bass
  • Marco Di Salvia: drums

Voto medio utenti

Abbiamo già riferito in più di un’occasione dell’importanza del Frontiers Rock Festival nell’economia generale degli spettacoli “dal vivo” in Italia, auspicando il pronto ritorno di uno degli eventi in grado di contribuire fattivamente alla credibilità internazionale del nostro Belpaese sotto il profilo musicale.
Ribadendo ancora una volta tale concetto, senza trascurare il suo impatto a livello di pregevoli produzioni discografiche, concentriamoci sui protagonisti di questo “Life live” catturati durante l’edizione 2019 della kermesse meneghina.
Ritengo gli Hardline un gruppo non sempre adeguatamente considerato per il suo reale valore ... visti ai tempi dei loro esordi con un certo “sospetto” dagli “orfani” dei Bad English (da cui provenivano in quel momento Neal Schon e Deen Castronovo), e avvolti da un vago alone di “nepotismo” (i fratelli Gioeli erano “cognati” di Schon), i nostri hanno in realtà saputo tenere alta la bandiera del class rock yankee in un periodo non particolarmente fortunato per quei suoni.
Il debutto “Double eclipse” del 1992 è ancora oggi da valutare un gioiellino del genere, e anche dopo il restyling made in Italy della line-up, la band ha continuato a proporre in maniera regolare ottima musica, consacrando quella di Johnny Gioeli come una delle ugole più comunicative e duttili del settore.
L’esibizione in oggetto, incentrata in particolare sui brani del primo album, testimonia quanto la “nostalgia” sia radicata in una comunità melodica che fa un po’ fatica ad accogliere il “presente” dei suoi beniamini, qui ottimamente rappresentato dalla brillantezza espressiva di “Where will we go from here”, “Take you home” (da vera “pelle d’oca” il duetto con Alessandro Del Vecchio), “Fever dreams”, “Page of your life” e “Place to call home”, tutto materiale sonoro di pregevole caratura.
Del resto, però, è impossibile non provare un “brivido” supplementare per “Life’s a bitch” e “In the hands of time” (grande prova di Mario Percudani), che la band esegue in maniera impeccabile con l'ausilio del very, very, very special-guest Castronovo, o non assistere a un’attivazione speciale dei gangli sensoriali di fronte a “Takin' me down”, “Dr. love” (che qualcuno ricorderà nella versione degli Steelhouse Lane di Mike Slamer, autore del pezzo assieme a Mark Baker), “Everything”, “Hot cherie” (firmata dagli Streetheart, uno dei tanti cult-heroes della scena canadese) e “Rhythm of a red car”, “roba” ben salda nella memoria degli ammiratori di Bon Jovi, Hurricane, Firehouse e Steelheart e costantemente appassionante.
Mentre aspettiamo buone notizie dalla label partenopea sul futuro del Festival, aggiungiamo tranquillamente “Life live” alla nostra preziosa collezione, considerandolo per quello che è ... una pressoché inedita (l’unico precedente ufficiale è l’abbastanza deludente “Live at the Gods Festival 2002”) incisione capace di convalidare alla prova del palco le notevoli qualità artistiche degli Hardline, una formazione che nell’attuale configurazione non sfigura nei confronti del suo prestigioso passato, garantendo a tutti gli estimatori del settore un’indissolubile continuità nell’agognata soddisfazione cardio-uditiva.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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