Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2019
Durata:49 min.
Etichetta:Trollmusic

Tracklist

  1. AUSKLONG
  2. WEISSE DECKN
  3. OAFOCHA LODA
  4. RAUNOCHT
  5. FIACHTN
  6. DREI DEITA
  7. TIAFN
  8. EINKLONG

Line up

  • Christian Höll: all instruments, vocals, drums programming
  • Moni Hahn: violin, vocals (female)
  • Tobias Langthaler: bass

Voto medio utenti

Dopo due anni di silenzio da "Vinsta Wiads", di cui vi avevo parlato qui, Christian Höll torna a farsi sentire con il nuovo "Drei Deita", terzo disco del suo progetto Vinsta pubblicato ancora dalla label tedesca Trollmusic.
Rispetto al precedente lavoro in cui Christian si occupava praticamente di tutto, dalla parte strumentale sino alle voci, nel nuovo disco abbiamo l'ingresso in pianta stabile di due elementi che portano contributi significativi: Moni Hahn al violino ed alle backing vocals femminili e Tobias Langthaler al basso.

Anche in "Drei Deita" Vinsta si fa cantore della bellezza selvaggia della natura austriaca, delle sue montagne immerse nel silenzio ghiacciato dell'inverno, della crudele meraviglia insita nelle notti invernali squassate dal vento, utilizzando quello che potremmo definire folk progressive death metal. Non amo il catalogare i generi ma è quanto di meglio mi venga in mente per spiegare la musica dei nostri.
I riff di Höll hanno la peculiarità di essere potenti e pesanti quando richiesto - vedi "Raunocht"- oppure delicati ed accattivanti ("Tiafn") in pieno stile melodic death e vanno ad affiancarsi a partiture folk guidate dai violini, alle clean vocals di Moni Hahn, allo yodelling saltuario ("Weisse Deckn", "Oafocha Loda" e la conclusiva "Einklong").
Anche i lunghi passaggi di piano e chitarra acustica ("Drei Deita" e la stessa "Tiafn") contribuiscono a dare un tono evocativo, personale ed accattivante a tutto il disco che riesce a mascherare i piccoli difetti grazie ad una fluidità di ascolto eccellente.

Se dovessi indicare un punto debole del disco infatti direi che funziona meglio come "tutto" che prendendo i brani singolarmente: alcuni di essi infatti, se estrapolati dal contesto, hanno una durata forse eccessiva o risultano meno avvincenti che integrati in un ascolto continuo dell'album.
Difetti veniali in un ottimo lavoro che si farà apprezzare da chi ama le atmosfere proprie di band quali i Crown of Autumn, i Windir o i Sòlstafir, un'altra gemma preziosa che questo 2019 memorabile ci regala.

Vinsta - "Drei Deita" (full album)


Recensione a cura di Alessandro Zaina

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