Copertina 8

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2019
Durata:100 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. INTRODUCTION
  2. OVERTURE
  3. GETAWAY
  4. GATHER THE PEOPLE
  5. JESUS' BAPTISM
  6. JESUS' TEMPTATION
  7. THERE'S A HIGHWAY
  8. THE WOMAN OF SEVEN DEVILS
  9. FREE AT LAST
  10. THE MADMAN OF THE GADARENES
  11. LOVE HAS CALLED MY NAME
  12. BETTER WEATHER
  13. THE KEYS TO THE KINGDOM
  14. GET BEHIND ME SATAN
  15. HE MUST GO TO THE CROSS
  16. JERUSALEM
  17. HEARTS FULL OF HOLES
  18. THE LAST SUPPER
  19. GETHSEMANE
  20. JESUS BEFORE THE COUNCIL AND PETER'S DENIAL
  21. JUDAS' DEATH
  22. JESUS BEFORE PILATE AND THE CRUCIFIXION
  23. MARY AT THE TOMB
  24. THE GREATEST LOVE OF ALL
  25. LOVE HAS CALLED MY NAME (REPRISE)

Line up

  • Neal Morse: keys, guitar, vocals as Pilate, Demon 1, Disciple 1
  • Paul Bielatowicz: lead guitar
  • Bill Hubauer: keys
  • Randy George: bass
  • Eric Gillette: drums
  • Ted Leonard (Spock's Beard, Enchant): vocals as Jesus
  • Talon David: vocals as Mary Magdalene
  • Nick D'Virgilio (Big Big Train, Spock's Beard): vocals as Judas Iscariot
  • Rick Florian: vocals as The Devil
  • Matt Smith (Theocracy): vocals as John the Baptist
  • Jake Livgren (Protokaw): vocals as Peter and Caiaphas
  • Mark Pogue: vocals as Israelite 1, the Madman of the Gadarenes, Pharisee 2
  • Wil Morse: vocals as Israelite 2, Demon 3, Pharisee 1
  • Gabe Klein: vocals as Demon 2, Pharisee 4
  • Gideon Klein: vocals as Demon 4
  • Julie Harrison: vocals as Servant Girl

Voto medio utenti

Questa volta Neal Morse si è assunto due rischi enormi: il primo è l’aver voluto scrivere una vera e propria rock opera (idea già di per sé non originalissima), il secondo riguarda la scelta del soggetto, “un certo” Gesù Cristo (libretto lasciato incompiuto anche da un altro personaggio poco noto di nome Richard Wagner). E chi nella vita non ha ascoltato - anche solo per sbaglio - l’immenso “Jesus Christ Superstar”?

Insomma, le premesse per un flop colossale c’erano tutte, eppure il sommo Neal l’ha spuntata ancora. Forte di un cast di amici - ancor prima che professionisti - che include tra gli altri Ted Leonard (Spock’s Beard), Nick D’Virgilio (ora nei Big Big Train) e Matt Smith (Theocracy), Morse ha prodotto un album non facile ma di sicuro impatto, ispirato e coinvolgente dall’inizio alla fine.

La “trama” è piuttosto nota, e questo agevola la comprensione degli eventi e l’avvicendamento dei cantanti, dall’incredibile Talon David (ascoltate per bene “The Woman Of Seven Devils”) all’ideatore stesso del musical nei panni di Pilato (ma non solo). È musica sicuramente pensata per il teatro - e questo giustifica una certa sovrabbondanza di ballad, dalla disneyiana “Free At Last” a “Mary At The Tomb” - come dimostrano gli episodi dove spiccano cori e orchestrazioni (“The Last Supper”, “Jesus Before Pilate And The Crucifixion”). Non viene mai meno neanche il tipico gusto pop dell’americano (“Getaway”, “There’s Highway”) così come non mancano certi omaggi più o meno evidenti ai suoi artisti di riferimento (i Gentle Giant in “The Madman Of The Gadarenes” e i Black Sabbath/Deep Purple in “Get Behind Me Satan”).

E di “Jesus Christ Superstar”? Poco o niente a dire il vero (e meno male): troviamo qualche riferimento nei testi - ma le fonti quelle sono - mentre musicalmente i cento e passa minuti di “Jesus Christ The Exorcist” hanno più di “Nostradamus” e della Trans-Siberian Orchestra che del capolavoro di Andrew Lloyd Webber.

Ebbravo Neal.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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