Copertina 6

Info

Anno di uscita:2005
Durata:45 min.
Etichetta:Season of Mist
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. RUN LIKE BLAZES
  2. MY WAR
  3. SILENT
  4. ANOTHER LIFE
  5. COME ON DOWN
  6. FLAVOUR OF THE DAY
  7. REPTILE
  8. NEW PROFOUND FEAR
  9. IMAGINARY FRIEND
  10. HOUSE OF MIRRORS
  11. MY WAR/BROKEN GLASS

Line up

  • Nell: vocals
  • Kristian: guitars, programming
  • Sebastian: guitars
  • Magnus: bass
  • Klaus: drums

Voto medio utenti

Ho ascoltato per la prima volta i The Crest tre anni fa, nel periodo in cui il gruppo apriva i concerti europei di Mortiis. Ricordo che ero molto curiosa di assistere all'esibizione del folletto norvegese, ma essa si rivelò una totale delusione, mentre quella dei suoi compatrioti fu ben più dignitosa e convincente perché dimostrarono di avere una certa dimestichezza con la dimensione live e anche delle discrete capacità esecutive. All'epoca i cinque erano impegnati nella promozione del loro debut "Letters from fire", un lavoro che riscosse un buon successo tra i fan del gothic metal, ma che certo non proponeva nulla di nuovo o di particolarmente esaltante. La stessa cosa vale per "Vain city chronicles", un disco senza infamia e senza lode del quale è anche abbastanza difficile parlare, perché si rischia di cadere un po' in contraddizione... Il fatto è che il materiale che contiene non può esser considerato scadente, difatti i brani sono stati realizzati con cura e nell'insieme sono abbastanza gradevoli, ma allo stesso tempo è impossibile dire che questo genere di cose trasmette emozioni all'ascoltatore... Nel sound dei The Crest manca uno degli elementi tipici del "gothic scandinavo" con voce femminile, vale a dire la parte atmosferico/sinfonica creata dalle tastiere, ma contrariamente a ciò che si potrebbe credere questo non rende la band migliore o più originale di altre. L'impressione è che Nell e compagni abbiano voluto far di tutto per diversificare la loro musica da quella di molte formazioni divenute famose negli anni passati: ovviamente tale atteggiamento è più che apprezzabile, ma a mio parere non ha dato grandi risultati perché le canzoni del cd risultano poco incisive e piuttosto simili le une alle altre. Il suono delle chitarre, che nelle intenzioni del gruppo doveva essere addirittura il fulcro dell'album, è alquanto scontato e ordinario e anche la performance vocale di Nell (che di recente ha raddoppiato i propri impegni lavorativi, diventando la nuova cantante dei Theatre Of Tragedy!) si attesta su livelli intermedi. All'interno dei pezzi compaiono abbastanza spesso gli archi, e probabilmente è proprio grazie ad essi se alcune delle composizioni risultano più che accettabili: se non ci fossero non so se "Vain city chronicles" avrebbe meritato la sufficienza, per cui non c'è che da augurarsi che la band decida di dare sempre più spazio a tali strumenti in futuro, altrimenti ho seri dubbi che riuscirà a creare qualcosa che valga davvero la pena sentire...
Recensione a cura di Angela 'Grendel' Benemei

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