Copertina 7

Info

Anno di uscita:2017
Durata:17 min.
Etichetta:The Jack Music Records

Tracklist

  1. FLY OR FALL
  2. BROKEN DREAMS
  3. WASTED
  4. FIGHT FOR SOMETHING
  5. DEAD MEN

Line up

  • Matteo Bonfanti: vocals
  • Alberto Buttò: guitar
  • Manuel Panepinto: guitar
  • Matteo Acquati: bass
  • Riccardo Buttò: drums

Voto medio utenti

Niente male davvero il lavoro primo di questo quintetto milanese, uscito per The Jack Music Records a fine 2017, che si da' molto da fare sia sul versante social sia, e questo è indubbiamente più importante, sul versante live che non dubitiamo sia la loro dimensione naturale.

E' piuttosto difficile inquadrare con precisione assoluta la musica proposta dai Deep As Ocean, potremmo parlare a largo raggio di metalcore ma sarebbe ingiusto e limitante: un po' perchè la produzione conferita a questo "Lost Hopes|Broken Mirrors" non ricrea quel muro di chitarre aggressive e violente che solitamente accompagnano in sottofondo le partiture più melodiche lasciate alle linee vocali, specie durante i chorus, ma anche un po' perchè i DAO offrono diversi spunti in più rispetto al solito, fatti di maggiore ricercatezza, contaminazioni elettroniche, derive debitrici di classic hard rock, spruzzate di hardcore e qualche riff di scuola sludge, tutto ben amalgamato con classe ed armoniosa fluidità per 18 minuti davvero ben realizzati e suonati con buona personalità.

Non sappiamo se quella della registrazione, ottenuta presso i Magnitude Recording Studios di Seregno ad opera di Matteo Magni, sia stata una scelta precisa e consapevole ma senza dubbio restituisce un sound particolare e non abusato: rimane il dubbio della voce pulita, poco caratteristica ed incisiva spece in qualche episodio come "Broken Dreams", ma in ogni caso sempre ben calata nel contesto: probabilmente una post-produzione più artefatta sarebbe utile, anche se poi per una band che punta molto sulla dimensione live questo potrebbe rappresentare un'arma a doppio taglio.

Cinque brani, tutti convincenti, che trovano la loro summa nella centrale "Wasted" e la conclusiva "Dead Men", forse la più malinconica di "Lost Hopes|Broken Mirrors", peraltro un concept album di cui ahimè non abbiamo potuto approfondire la natura data la mancanza dei testi.

Da risentire sulla lunga distanza ma le premesse, e la qualità, ci sono tutte.

Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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