Dynfari - The Four Doors of the Mind

Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2017
Durata:48 min.
Etichetta:Code666 Records

Tracklist

  1. THE FOUR DOORS OF THE MIND
  2. 1ST DOOR: SLEEP
  3. SORGAREFNI SEGI EG ÞÉR
  4. 2ND DOOR: FORGETTING
  5. SORG
  6. 3RD DOOR: MADNESS
  7. BIKARINN
  8. 4TH DOOR: DEATH

Line up

  • Andri Björn Birgisson: bass
  • Hjálmar Gylfason: guitars
  • Jón Emil: percussion, guitars
  • Jóhann Örn: vocals, bass, guitars

Voto medio utenti

Per un motivo o per l'altro, gli islandesi Dynfari sono il classico gruppo del quale avevo sentito parlare più di una volta ma del quale non avevo mai avuto modo di ascoltare una sola nota.
Il nuovo album, sempre edito dalla nostra Code666, mi da, dunque, la possibilità di "conoscere" il quartetto di Reykjavík ed il suo black metal dal taglio atmosferico ed intimista sulla scia di gruppi quali Austere, Alcest o Woods of Desolation ma con un tocco personale al quale, certamente, contribuisce la provenienza dei nostri.
Come l'Islanda, i Dynfari sono una sorta di "mondo" chiuso, un universo all'interno del quale convivono realtà diverse e contrasti anche molto evidenti: la loro musica, infatti, alterna passaggi riflessivi, quasi timidi nel loro incedere, e di certo molto profondi, con sfuriate di gelido vento nordico quando la componente più propriamente nera del gruppo emerge poderosa, il tutto in omaggio al concept di un album che unisce le teorie dello scrittore Patrick Rothfuss sulla capacità della nostra mente di far fronte al dolore con le visioni, invece, dolorose, disperate, del poeta esistenzialista Jóhann Sigurjónsson.
La commistione tra musica e concept è, a mio avviso, fatta con classe: le due anime dell'album, quella sofferente e quella violenta, sono amalgamate bene e, sebbene il modo di intendere il black dei Dynfari non sia di certo una novità e sebbene le loro composizioni a volte risultano essere troppo lunghe, la loro musica riesce a raggiungere lo scopo di creare la giusta atmosfera e toccare le giuste corde dell'animo di chi ascolta.
Certamente "The Four Doors of the Mind" non è un album indicato per i puristi del black metal, anzi faccio fatica a considerarlo black metal, ma è di certo un lavoro ricco di fascino, evocativo, malinconico, quanto non addirittura disperato, e dal delizioso sapore post rock che saprà appassionare i più sognatori tra i nostri lettori a patto che questi ultimi abbiano la giusta dose di tempo da dedicare all'ascolto di questo lavoro.
Adesso vado ad ascoltarmi anche i lavori precedenti dei Dynfari anche per capire come mai i miei colleghi si siano espressi con votazioni molto diverse sul loro valore...
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 19 apr 2017 alle 05:49

In effetti, caro Beppe, il precedente mi aveva annoiato, ma siccome di te mi fido ciecamente una chance a questo nuovo album la concedo!

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