Woeljager - Van't Liëwen Un Stiäwen

Copertina SV

Info

Anno di uscita:2016
Durata:51 min.
Etichetta:Prophecy Productions
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. VüöRGESCHICHT
  2. VAN'T LIEWEN UN STIäWEN
  3. SWATTE ÄER
  4. SUMMER
  5. MAGDALENE
  6. KUEM TO MI
  7. JUNGE DääN
  8. ÜöWER DE HEIDE
  9. UP'N LIKWäG
  10. DE AOLLE SCHWATTERS FöERT TO'N DEIBEL
  11. VETTAINACHTAIN
  12. DAT GLAS LöP RASK
  13. AOMDNIEWEL

Line up

  • Marcel Dreckmann: vocals
  • Stefan Drechsler: acoustic guitars
  • Árni Bergur Zoega: acoustic guitars & viola

Voto medio utenti

Il presente “Van't Liëwen Un Stiäwen” è l’album di Marcel Dreckmann, già vocalist degli Helrunar e che per l’occasione assume il moniker di Woeljager.
Ho provato a tradurre qualcosa con google translate ma non ne viene fuori quasi nulla, ciò per via del fatto che il nostro si esprime in un antico dialetto del Munsterland, regione nord occidentale della Vestfalia cui è dedicato questo disco, il quale ne canta il folklore.
Una chitarra acustica, una viola e un menestrello che, su melodie decadenti, tristi, imbastisce una trama tipicamente folkish, basata su un chiaroveggente che prevede solo miserie e sfortune e vive come una dannazione il suo dono.
Ciò detto, e ribandendo a chiare lettere che questo disco col metal non ha nulla a che fare, l’uso del tedesco, ancorché del dialetto antico, impedisce all’ascoltatore medio, soprattutto quello italiano, di poter addentrarsi nel concept, che, in dischi come questo, rappresenta il 50% del platter.
Anche perché l’altro 50% si gioca sulla musica che, in questo caso, è giocata sulle atmosfere, che qui sono rurali, bucoliche, tardo romantiche. Musica che alla lunga diventa monocorde, dato il limitato repertorio espressivo.
Il disco, tuttavia, dovrebbe essere corredato da un libretto di 60 pagine, con le traduzioni in inglese, con la solita confezione deluxe della ottima Prophecy.
In conclusione risulta difficile dare un giudizio su questo disco, l’unica band che mi sovviene, per poter darvi un’idea, sono gli Empyrium più acustici. Quelli di “Weiland” per intenderci.
Disco consigliato solo agli amanti del genere.
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

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