Copertina 7

Info

Anno di uscita:2016
Durata:47 min.
Etichetta:Metal Blade

Tracklist

  1. PREDAWN
  2. LUST FOR VENGEANGE
  3. UN REAL PERCEPTION
  4. ARBITRARY LAW
  5. IMPENDIG DOOM
  6. TRIBULATION
  7. PERISH BY OBLIVION
  8. FIFTH COLUMN
  9. SULFUR RAIN
  10. FLOW OF DYING

Line up

  • Frank Thoms: vocals, guitar
  • Olli Fechner: drums
  • Frank Kimpal: bass
  • Dennis Rybakowski: guitars

Voto medio utenti

Gli Accuser suonano come un mix fra un gruppo della Thrash Bay Area e un gruppo della scena Thrash tedesca (Kreator, Destruction), e questo è il loro trademark dal 1986. Poi improvvisamente nel 1996 si sciolgono e scompaiono nel nulla (per lo meno come Accuser, in quanto col monicker di Scartibe continuano a comporre musica) sino al 2010 quando pubblicano, come Accuser, l'album "Agitation" che li riporta in auge. Questo ultimo lavoro appena uscito, "The Forlorn Divide", ha avuto una lunga incubazione, i lavori sono iniziati infatti 3 anni fa con l'arrivo del nuovo chitarrista Dennis Rybskowski. Tutta questa premessa per dire che ci sono gruppi che hanno fatto della coerenza il loro tratto distintivo anche a costo di essere un po' sempre uguali a se stessi. L'ultimo full length ci presenta una band in ottima forma capace di regalarci potenti riffs Thrash grazie al grande lavoro delle 2 asce, ritmi velocissimi, una batteria impazzita e vocals a tratti disperate che ben interpretano i recessi oscuri della mente umana che le liriche vogliono raccontare. Dopo un breve intro, dall'opener "Lust For Vengeange" a "Flow Of Dying" abbiamo 10 proiettili impazziti che non danno tregua all'ascoltatore. Come detto, il punto di forza sono sicuramente gli intrecci chitarristici, veloci e precisi con assoli affilati come lame mentre basso e batteria volano su ritmi altissimi. Il muro di suono che ne scaturisce è impressionante con alcuni sconfinamenti nel Death Metal, anche se le canzoni si somigliano un po' tutte, come se gli Accuser avessero innestato il pilota automatico. Ogni tanto c'è qualche rallentamento ("Arbitrary Law", Impendig Doom ") a stemperare la furia ma subito si ricade nel vortice del Thrash ultraveloce . Il basso spesso inizia le danze (" Tribulation", "Arbitrary Law"), ci sono pure richiami ai Testament (l'inizio di" Fifth Column "ad esempio) ma sono i riff simil-Kreator a farla da padrone lungo tutto l'album, insomma se era difficile attendersi un cambiamento da un gruppo in attività da 30 anni, non era per niente scontato trovare tanta freschezza e potenza ancora così ben espresse, complimenti.
Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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