Copertina 7

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2016
Durata:63 min.
Etichetta:Rockshots Music

Tracklist

  1. ALEF DALET MEM
  2. MOLOKAI
  3. BEWARE THE SAILOR
  4. WHEAT AND WEEDS
  5. LATEST NEWS FROM LIGHT
  6. IN SPIRIT AND TRUTH
  7. MOZART'S NIGHTMARE
  8. KEEP RUNNING
  9. SALVA L'ANIMA
  10. UNA PARTE DI ME
  11. REGINA COELI
  12. ALEF DALET MEM (ITALIAN VERSION - BONUS TRACK)
  13. LASCIA CHE SIA (BONUS TRACK)

Line up

  • Jo Lombardo: lead vocals
  • Stefano "Ghigas" Calvagno: guitars, vocals
  • Don Davide Bruno: keyboards, growls
  • Dino Fiorenza: bass
  • Salvo "T-Metal" Grasso: drums

Voto medio utenti

Al cospetto del più influente e secolarizzante racconto SCRITTO
- dell'uomo sull'Uomo
- dell'uomo sui participi passati di "creare, rinascere, salvare, etc..."
- dei Verbi sull' uomo (stesso)

TORNIAMO PICCOLI E MOBILI

Non basti sapere che la bibbie giudaico/cristiane poggiano su altri manoscritti che, via/Via a ritroso nello spazio verso Est ,si attorcigliano alle frecce sbilenche del tempo.
Tantomeno ci si nasconda dietro la trasparenza delle "app pagane":
sorte come calcolo logaritmico di un politeismo estetico.
Non appendiamoci alle pedagogie delle differenze.

SIAMO TUTTI IMBARCATI (sullo stesso software:"L'Io")

(Non appendiamoci alle differenze sino a farne ontologie della conoscenza)
Ci sono buone novelle
Una:
Sostituiamo una consonante e il gioco si schiude verso inedite intese.

Abbandoniamoci...
Due:
Tutto è sacro per chi sceglie e trova pienezze dove i più vedono empietà.
Tutto è abbondante, misterioso e sconfinato per chi dimora nell'amore (aldilà di nascita e morte).
E, se l'etimologia è controversa sia per AMORE che per NA(SCI)TURA vediamoci gai a rimbalzare avanti e indietro nella direzione che ci espande e contrae a noi stessi
nel senso più profondo, insistente, provvidente: la pace (tre)
Un altro grande pregio dei Metatrone è di condurci nella pratica, sia essa, confessionale, cellulare o fanatica.
I nostri cantano i testi ispirati, sorvolano i cartoni animati, mediano tra Timoria e Projecto di fine millennio scorso e intrecciano la matassa con idiomi e stili vocali varianti.
Le voci sfiorano alti che esaltano le traversie dei bassi powerosi.
Disdegno soavemente alcuni fraseggi in Inglese mentre ammiro il cantato in Italiano.
I pentagrammi si orientano su scale e ritmi serrati a tratti 'issimi' e servono la corsa al compimento cristico.
La Forza, che occorre a ciascun essere umano, è resa nelle vampate corali e nelle cavalcate batteristiche, strillata ed evocata nel bene comune più prezioso: l'altro, il prossimo, l'interspazio immanente tra sè e il mondo.

E se Padre Davide è solito asserire che il "metal" è la musica del Cielo (Dio) tuttaVia siete in accordo con ognicosa e il contrario, ritrovatevi, oltre le vostre multitudini, nei suoi ammalianti grugniti.

Guai a perdersi


Voto: Quasi sette

Recensione a cura di Marco Pastagakio Regoli

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 12 mar 2016 alle 18:40

al momento il disco power dell'anno!

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