Copertina 5,5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2005
Durata:48 min.
Etichetta:Locomotive
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. ON THE WAY
  2. BREAK ME DOWN
  3. METAMORPHOSIS
  4. BETRAYED
  5. LOSS
  6. ASSURANCE
  7. SHE DIED
  8. SHOOTING STAR
  9. FELICITY
  10. SUMMER RAIN

Line up

  • L-H Sjöblom: vocals
  • M. Rajanen: guitars
  • A. Bomberg: guitars
  • HC Frondén: guitars
  • C-F Sjöblom: bass
  • Liljeberg: drums

Voto medio utenti

I Lost in Tears sono un sestetto finlandese che si è formato nel 1997 e che ha all'attivo la pubblicazione del mcd "...Ad mortem" e dell'album "Dialogue with mirror and God". Devo subito sottolineare il fatto che il loro nuovo lavoro mi ha creato non pochi problemi nel momento in cui ho dovuto pensare a quale voto potergli assegnare... I dubbi erano più che altro legati alla particolarità delle varie tracce incluse, o meglio alla differenza che c'è tra il livello qualitativo delle vocals e quello delle parti suonate. Queste ultime non sono affatto male e tutto sommato si lasciano ascoltare con piacere, anche perché fanno venire in mente paragoni con gruppi come Katatonia, Moonspell e Sentenced. In pratica i finnici propongono un gothic metal dalle tinte forti caratterizzato da intrecci chitarristici corposi e lineari, oltre che da atmosfere malinconiche e crepuscolari. Insomma, fin qui non ci sarebbe nulla di sbagliato, anche perché la band dà l'impressione di non aver problemi con il songwriting e di saper comporre brani abbastanza efficaci ed incisivi. Il problema è che le parti cantate di "To no avail" non sono proprio all'altezza della situazione: basta ascoltare uno o due pezzi per rendersi conto che il singer L-H Sjöblom è decisamente incapace di svolgere bene il suo compito. Le cose non vanno poi così male quando nelle canzoni compaiono i growls, ma nei casi in cui ci sono le clean vocals la situazione peggiora notevolmente, perché esse riescono addirittura ad offuscare la bellezza del sound! È un vero peccato che la performance di un unico personaggio abbia un'influenza tanto grande sul lavoro di altre cinque persone, soprattutto se si pensa che tutto ciò poteva essere evitato... Insomma, c'è da augurarsi che i Lost In Tears caccino via il loro frontman, o che almeno lo costringano a prendere un bel po' di lezioni di canto! Se questo non avverrà dubito che riusciranno ad ottenere grandi riconoscimenti, perché non è proprio accettabile che continuino a proporsi in maniera così poco professionale...
Recensione a cura di Angela 'Grendel' Benemei

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