Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2015
Durata:35 min.
Etichetta:Gain Music

Tracklist

  1. TH1RT3EN OR NOTHING
  2. I´M ON MY WAY TO SAVE YOUR ROCK N ROLL
  3. WHITE LIGHT DISTRICT
  4. BLOODY TEARS
  5. PIRACY
  6. NEVER FINISH ANYTHING
  7. MIRRORS (SHALL BE BROKEN)
  8. WASTED YEARS
  9. WALLS

Line up

  • Nicke Borg: lead vocals, rhythm guitar
  • Dregen: lead guitar, backing vocals
  • Johan Blomqvist: bass guitar
  • Peder Carlsson: drums, percussion

Voto medio utenti

Dopo una pausa lunga sei anni, tornano finalmente i Backyard Babies, una delle band che hanno dato il via a quella scena nordica che qualcuno ha battezzato come la “New Wave of Swedish Heavy Metal” e che oggi ha tra i propri gruppi rappresentativi band come Hardcore Superstar, Reckless Love, Crash Diet ed altri ancora.
Sei anni non passano velocemente e la mancanza dei Backyard Babies si è fatta sentire. La dimostrazione nel calore ed attenzione che la band ha ricevuto non appena sono iniziate a circolare le voci di un possibile nuovo album, confermate dall'uscita di un singolo “Th1rt3en Or Nothing”. Oggi ci troviamo in mano “Four by four”, composto da nove brani che allargano un po' gli orizzonti musicali della band svedese.
“Th1rt3en or Nothing” gira intorno ad un riff semplice che viene richiamato anche nel chorus, una canzone nata per far casino sia sopra che sotto il palco. Ancora più riuscita e diretta è la seguente “I´m On My Way to Save Your Rock n Roll” tanto da venir apprezzata sin dal primo ascolto. Un riff di chitarra praticamente identico a “Last Call For Alcohol” introduce “White Light District” un pezzo che non farà prigionieri e vi conquisterà.
Due canzoni mi hanno colpito perché i richiami delle stesse sono a band che con i Backyard Babies nulla c'entrano: “Bloody Tears” è la prima ballata che strizza l'occhio alle sonorità agli Oasis e “Mirrors (shall be broken)” che iniziamente sembrerebbe una canzone di Ligabue. Fortunatamente il trademark della band si sente eccome e le prime impressioni tendono a scomparire con gli ascolti successivi. “Never Finish Anything” è una song tiratissima con un chorus semplicissimo contenente una delle mie regole di vita “... no solution, no problem”, impossibile non innamorarsene subito. “Walls” chiude l'album ed è un brano decisamente distante dalle precedenti otto canzoni, sia per la durata, ben sette minuti e mezzo, ma anche per la composizione visto che contiene all'interno una parte strumentale d'atmosfera che si avvicina ad una colonna sonora horror.
Ottimo ritorno di una band importante che ha sicuramente fatto sentire la sua assenza in questi anni e che oggi torna con una proposta un po' più ampia a livello di confini musicali.
Recensione a cura di Andrea Lami

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