Copertina 7

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2015
Durata:52 min.
Etichetta:Century Media Records
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. SCARS OF THE HATRED
  2. WAYS OF BARBARISM
  3. DOGMA OF SUBMISSION
  4. STRENGTH FORGED IN FURY
  5. SOULLESS IMPALER
  6. BURNING OF THE HERETIC
  7. THE ISOLATED TRUTH
  8. ORACLE OF THE UNGOD
  9. TIMELESS STARVATION
  10. MILONGA DE LA MUERTE

Line up

  • Alex Camargo: bass, vocals
  • Max Kolesne: drums
  • Moyses Kolesne: guitars

Voto medio utenti

Spaccare della legna, questo sanno fare i Krisiun. Non sono i migliori nel loro genere, non hanno mai prodotto un capolavoro ma (a parte un paio di dischi così così) in 25 anni di storia hanno mantenuto una costanza di rendimento ed una fede alla causa del death metal davvero encomiabili. 

Attivissimo e micidiale sotto l'aspetto live, il trio brasiliano partito da grezzi e ferali esordi e passato per produzioni con suoni non sempre all'altezza, è lentamente divenuto garanzia di solidità in questo campo, realizzando opere ben riuscite (Conquerors of Armageddon, Works of Carnage) e smussando via via qualche spigolo, migliorandosi poi lentamente fino ad arrivare ad Assassination e Southern Storm, dischi in cui qualcosa in termini di maggiore varierà compositiva è stato apportato. Os três parenti brasileira si trovano oggi al disco numero 10 e, senza stravolgere nulla ma affidandosi alla loro perseveranza, bravura strumentale e alle loro radici nell'humus creato da Deicide e Morbid Angel, buttano fuori un altro album da ascoltare con piacere. Nessuno scossone lungo i 52 minuti di Forged in Fury ma piacevoli brani che alternano in modo bilanciato mazzate velocissime a rallentamenti grooveggianti e soffocanti, che possono godere di suoni ottimi grazie al lavoro di Erik "fronte sfrontata" Rutan. Nessun pezzo  è tuttavia così violento da essere inaffrontabile, si tratta piuttosto di brani muscolosi e cattivi ma con un qualcosa che permette di seguirli anche a chi non è dentro al genere al 100%. Sarà anche il fatto che Alex Camargo non utilizza la sua voce più cupa e brutale (un mix tra Piotr dei Vader ed Anselmo), sarà che la chitarra di Kolesne produce riff non troppo complicati ed infila qua e la sprazzi di melodia, ma Forged in Fury si ascolta con relativa facilità. Ecco, il fatto di non avere riff particolarmente estrosi, originali o di assoluto impatto, penalizza un po' il lavoro rendendo intercambiabili molte parti e togliendo così personalità alle canzoni che finiscono per assomigliarsi abbastanza. Cosa piuttosto usuale nel brutal, molto meno nel death vecchio stampo di cui sono portabandiera i nostri, un death (ricordiamolo) che è sempre stato leggermente sporcato di thrash, come dimostra l'ottima traccia conclusiva, Timeless Starvation.
Quando il songwriting è più articolato escono pezzi come The Isolated Truth oppure Oracle Of The Ungod, senza che i Nostri si dimentichino di parti più crude e feroci come nel caso della semi title track Strength Forged In Fury

Come detto in apertura, il decimo capitolo in casa Krisiun non cambierà le sorti del genere ma rimane una sicurezza per chiunque voglia volgere lo sguardo al Brasile senza fermarsi al calcio, ai bei culi ed ai Sepultura.

Scars Of The Hatred





Molto bello l'artwork opera del grande Joe Petagno


Immagine


Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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