Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2015
Durata:52 min.
Etichetta:Art of Propaganda

Tracklist

  1. KVLT
  2. KAOS
  3. KVRSE
  4. KREST
  5. KRYPT

Line up

  • AZAVATAR: Guitars, Bass, Vocals
  • C.A.: Drums
  • KHOTHRON: Lead vocals
  • umbrA: Keys

Voto medio utenti

Nati come progetto solista del chitarrista dei Saeculum Obscurum, gli Azavatar si sono trasformati in una vera e propria band grazie all'ingresso in formazione di esperti musicisti della scena estrema tedesca e sono giunti, sotto Art of Propaganda, al loro esordio discografico auto intitolato.

Cinque brani per oltre cinquanta minuti di musica.
Cinque brani che ti stringono alla gola e ti asfissiano.
Black Metal dal taglio moderno ed ortodosso, in un certo modo debitore delle soluzioni di Aosoth e Deathspell Omega, ma anche fortemente personale nel suo essere tedesco.
Questo è "Azavatar" in sintesi estrema.

Il gruppo di Monaco mette sul piatto della bilancia un suono semplicemente distruttivo, esaltato da una produzione perfetta, fatto di tempi medi ed accelerazioni brutali, di riff e vocals evocativi, di dissonanti e gelidi arpeggi e, soprattutto, di pura alienazione sonora grazie a strutture in apparenza caotiche ma perfettamente bilanciate in tutte le loro componenti essenziali e precise nel loro saper fare male.
Il cristallino suono della chitarra viene esaltato da soluzioni "melodiche", termine da prendere con le pinze, stentoree e quasi asettiche nella loro meticolosa costruzione, la furia della matematica sezione ritmica viene stemperata da poco invadenti, ma eccellenti, partiture elettroniche che contribuiscono, in modo eccellente, ad esaltare quella sensazione di estraniamento che è la caratteristica principale di un lavoro certamente duro da ascoltare.
"Azavatar", infatti, è un album molto pesante, iconoclasta, un monolite fatto di violenza e di spigoli acuminati che, in ogni caso, mette in mostra una notevole qualità in fase di arrangiamento e di scelte musicali, sebbene resti "difficile" da sopportare in tutta la sua estenuante durata.
Insomma, il gruppo tedesco dimostra di avere l'attitudine giusta per offrirci un black senza compromessi e contorto nelle sue traiettorie "moderne" ed assolutamente inumane, riuscendo ad essere avvincente e nero fino al midollo senza rinunciare, come ho già ricordato, ad una precisa identità.
Un progetto, per quanto scritto, da tenere attentamente sotto osservazione.
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 02 lug 2015 alle 18:26

Beppe, sempre ottimo nelle descrizioni delle atmosfere terribili evocate da questa musica. Proposte musicali spesso estreme, che vado ad assaggiare incuriosito. Non è la mia musica, ma leggerti è sempre un piacere.

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