Node - Technical Crime + Ask

Copertina SV

Info

Anno di uscita:2005
Durata:65 min.
Etichetta:Scarlet
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. AS GOD WILLS
  2. INTROSPECTION
  3. NEW XXX
  4. FALL IN YOUR EYES
  5. ASK (1997 VERSION)
  6. CHILDREN
  7. BEAUTIFUL CRIME
  8. TRONIC PROPHECY
  9. HYMN 43 (JETHRO TULL)
  10. VIRTUAL GOD
  11. GYVES OF LIES
  12. EMPTY SPACES
  13. ASK
  14. UNAFFECTED

Line up

  • Steve Minelli: guitars
  • Gary D'Eramo: guitars, vocals
  • Klaus Mariani: bass
  • John Manti: drums
  • Daniel Botti: vocals
  • Oinos: drums

Voto medio utenti

In occasione del decimo anniversario della band, i milanesi Node danno alle stampe un lavoro interessantissimo, per la precisione una ristampa che comprende in un solo cd i primi due lavori del gruppo, ovvero il debutto “Ask” risalente al 1996 ed il successivo “Technical Crime” del 1998, usciti entrambi per la Lucretia Records ed oggi introvabili in quanto fuori catalogo. Questa mancanza di reperibilità viene supplita sia per dar modo a tutti i seguaci dei Node di seguire l’evoluzione della band in tutti questi anni, sia perché queste pubblicazioni risultano comunque molto interessanti a distanza di anni e quindi trovano anche un valore reale, oltre a quello meramente celebrativo. “Techical Crime” è posto in apertura di cd e, nonostante la qualità della produzione, degli arrangiamenti, e lo stesso songwriting non sia all’altezza delle ultime due release dei Node, ci troviamo di fronte ad un lavoro sicuramente molto valido e competitivo, che si dipana su un thrash di matrice tecnica, leggermente venato di elementi cari al death metal, con l’innesto della voce di un Daniel Botti, vicina per tonalità allo screaming di Kelly Schaefer degli Atheist.
“Ask”, “As God Wills” e “Children” si segnalano per il loro intenso riffing-work, l’impatto creato dalla chitarra di Steve Minelli, fondatore della band ed oggi non facente più parte dei Node, è notevole e di grande effetto. Sicuramente più acerbo il primo “Ask”, sia a livello di produzione che di linee melodiche e vocali, che comunque fa la sua figura se rapportato al momento in cui è uscito e considerato come un debutto. In definitiva un’occasione da non lasciarsi sfuggire per i fan dei Node (anche grazie al video posto come extra), mentre ai nuovi adepti consiglierei di direzionarsi immediatamente sui nuovi lavori del gruppo meneghino, “Sweatshops” e “Das Kapital” rappresentano sicuramente più che un qualcosa in più.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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