Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2012
Durata:59 min.
Etichetta:My Graveyard Productions

Tracklist

  1. OPENING THE GATES
  2. B.A.T.M.A.N. 666
  3. HERE IS THE BEAST
  4. RAGE OF THE MOUNTAIN
  5. THRASH INVASION I
  6. FACE IN THE DARK
  7. ANGUISH
  8. SUICIDE BRIDGE
  9. THRASH INVASION II
  10. HIGHWAY OF DEATH
  11. THE CHALICE OF STEEL - VERSION 2011 (BONUS TRACK)
  12. REMEMBER THE GOOD TIMES (BONUS TRACK)
  13. LUST FOR FREEDOM (BONUS TRACK)
  14. TORMENTOR (BONUS TRACK)

Line up

  • Johnny Thunder: vocals
  • LGD: guitars
  • Richard Hupk: guitars
  • Rudymental: bass
  • Lukas Hupkan: drums

Voto medio utenti

Gli Anguish Force riprendono quell'idea che avevano gia portato a termine in occasione di "Created 4 Self-Destruction", quando, praticamente in contemporanea all'album, avevano pubblicato anche una raccolta di brani del loro passato, rivisti e risuonati, sotto il titolo "RRR 1988-1997".
E cosi assieme all'ultimo parto di questa rocciosa formazione altoatesina ("Atzwang") esce "RRR 1998-2002", un lavoro che già dal titolo mette ben in chiaro quali sono gli anni coperti da questa operazione di recupero.

E gli Anguish Force non smentiscono i loro pregi, ma nemmeno i propri difetti, con un Heavy & Speed Metal affilato che si snoda lungo una scaletta più che convincente, sia per quanto riguarda gli inediti sia per le covers che troviamo in coda, aggiunte come bonus tracks.
Partendo proprio da queste ultime è subito evidente come sia davvero ampio (e di buon gusto) lo spettro delle loro influenze: "Remember the Good Times" degli Scorpions, "Lust for Freedom" dei Grim Reaper ed infine "Tormentor" dei Kreator, tutte passate, e con apprezzabili risultati, sotto il bisturi affilato degli Anguish Force, che comunque ne approfittano per andare a citare se stessi riprendendo "The Chalice of Steel", in origine inclusa su "III: Invincible Imperium Italicus" (uscito nel 2008) e che qui, tirata bene a lucido, si piazza a metà strada tra Gamma Ray ed Iron Savior.

Tornando alle altre canzoni, quelle rimaste sinora non pubblicate, si fanno apprezzare e non poco le speedy "Here is the Beast" e "Highway of Death" (tra Exciter e Razor), la più articolata (e maideniana) "Rage of the Mountain" e l'autocelebrativa "Anguish", ma devo ammettere che tutto sommato non si registrano clamorosi passi falsi, grazie anche alla buona prova d'assieme del gruppo, pur se qualcuna sembra funzionare meno, come nel caso di "Face in the Dark".

Ed ora tocca a "Atzwang".
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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