Copertina 8

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2011
Durata:55 min.
Etichetta:Steamhammer/SPV

Tracklist

  1. STILL YOUR MAN
  2. RIOT
  3. CRAWLING
  4. WINGS ARE FOR ANGELS
  5. FALL BEFORE ME
  6. SINS OF THE FATHER
  7. MAJESTICA
  8. IMMORTAL SOUL
  9. INSANITY
  10. WHISKEY MAN
  11. BELIEVE
  12. ECHOES

Line up

  • Tony Moore: vocals
  • Mark Reale: guitar
  • Mike Flyntz: guitar
  • Don Van Stavern: bass
  • Bobby Jarzombek: drums

Voto medio utenti

"Immortal Soul", anima immortale.

Quale titolo più azzeccato di questo per descrivere al meglio gli americani Riot?
Quale band nel panorama, anzi nella storia del metal internazionale è stata più sottovalutata dalla critica e dagli ascoltatori e più sfortunata negli eventi ed i lutti che li hanno colpiti?

Ci vuole davvero un'anima immortale per aver trovato la forza di passare sopra a tutto ed essere ancora qui, nel 2011, dopo non so nemmeno io quanti anni di carriera, a spaccare il culo ai passeri.
Perdonate il tecnicismo, ma stiamo parlando di una formazione che ha inciso il primo disco quando il sottoscritto era appena nato, che ha sempre mantenuto una qualità invidiabile, che ha partorito degli autentici capolavori (vogliamo citare "Thundersteel"? o "Fire Down Under"?), che è passata alla storia per delle copertine orride che nessuna parola riuscirebbe a descrivere nella loro bruttezza, alla quale sono morti tragicamente due cantanti con la C maiuscola come Guy Speranza e Rhett Forrester, pace all'anima loro, e che dopo soli 10 secondi dieci dell'iniziale autocelebrativa "Riot" insegnano al 95% della scena metal come si fa a suonare 'sta roba: Mark Reale, da sempre leader indiscusso e fondatore, a quasi 60 anni SESSANTA ANNI è più incazzato, metal, devastante, letale e dirompente dei suoi "nipotini" di oggi.

Respect, ma totale!

Torniamo ad "Immortal Soul", che tanti estimatori del combo newyorkese attendevano con ansia dato che, appianati i tantissimi problemi interni, presenta la stessa formazione del leggendario "Thundersteel", con la sola aggiunta di Mike Flyntz alla seconda chitarra: per il resto Reale, Van Stavern, Jarzombek son sempre loro (e davvero c'è bisogno che vi dica come diamine suonino questi signori? SPAVENTOSI!), con il ritorno del grande Tony Moore alla voce che a quanto pare, perlomeno a livello vocale, ha stretto un patto col diavolo, dato che quell'ugola sputa fuoco e fiamme come nel 1988.

Un heavy metal di classe, a metà tra lo speed, il power (attenzione, stiamo parlando di US metal eh!), qualche episodio più smaccatamente in direzione rock, capace di soddisfare davvero tutti: il solo difetto di "Immortal Soul" è quello di cedere un pochino alla lunga distanza, di presentare dei brani non all'altezza dei primi (la tripletta iniziale è qualcosa di fantastico!), ma parliamo in ogni caso di un disco che OGNUNO di voi dovrebbe acquistare a prescindere, e non solo per rendere omaggio ad i Riot che pure se lo meriterebbero, ma proprio perchè questo è un disco HEAVY METAL che vi fa bene all'animo, alla salute, alle orecchie ed altrimenti dovreste essere bannati da tutti i forum ed i magazine metal del mondo.

Le rasoiate di "Riot" (che botta ragazzi, fa lo stesso effetto di "Agents of Steel" degli Agent Steel), la classe di "Crawling", la freschezza di "Wings are for Angels"...non ci sono parole.

Ascoltate e godete, e se non godete o avete seri problemi di udito, di gusto, o di tutte e due le cose: in entrambi i casi non siete degni di Metal.it e dei Riot.

Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 26 nov 2011 alle 23:25

menomale che mark c'è...

Inserito il 21 nov 2011 alle 16:15

Porca vacca che bordata!

Inserito il 17 nov 2011 alle 09:49

Che dire? Se solo questo album fosse uscito in sordina, senza la possibilità di ascoltare qualche sample, a luci spente, senza dir niente a nessuno... mi avrebbe fatto cascare dalla sedia, come fece del resto il vinile di Thundersteel all'epoca. Chi se lo ricorda? Logo nuovo, band totalmente nuova, il solo Mark Reale irriconoscibile (dato che prima aveva una pelata da paura). Non sapevo neanche se era la stessa band, l'unico conforto era la piccola dicitura "produced by Steve Loeb, Rod Hui , Mark Reale". Parte il disco ed è una sassata in fronte. Ora, dopo tanti anni con Mike Di Meo e con due passaggi a vuoto (Sons Of Society e Army Of One alla lunga sono i lavori meno ispirati della loro discografia) il ritorno. IL RITORNO CAZZUTO! La mia band preferita ritorna ben al di sopra delle mie stesse aspettative. Una sezione ritmica da paura, la classe ed il carisma del grande Mark Reale, un ottimo songwriting. Condivido l'ottima recensione del Graz, addirittura sarebbe stato meglio un lavoro più breve (8 pezzi) evitando qualche "filler" che allunga un po' il brodo. Ricordate che un tempo i dischi avevano 8 pezzi 8 (di cui almeno 4 dovevano essere ottimi per creare un capolavoro). Con 12 pezzi facevan fatica anche i Beatles a tener alta la tensione... ALBUM OF THE YEAR! Compratelo!!! NB: solo per completezza, in Thundersteel in buona metà del disco alla batteria c'era un mostruoso Mark Edwards (ex Steeler con Malmsteen e RonKeel)

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