Copertina 5

Info

Anno di uscita:2003
Durata:22 min.
Etichetta:Rage of Achilles
Distribuzione:Masterpiece

Tracklist

  1. A SICKENING SIGHT
  2. CHOOSE YOUR SIDE
  3. SLEEPING IN TAR

Line up

  • j.anton jokisalo: guitars, bass, keyboards, vocals
  • v.salonen: drums

Voto medio utenti

Ascoltando questo cd si potrebbe riaprire per l'ennesima volta la disputa per stabilire che cosa sia realmente l'avantgarde black metal, un genere in cui ultimamente si va ad inserire tutto quello che non trova catalogazione in altri ambiti. Niente di più sbagliato! L'avantgarde è un filone che ha una propria identità, e non è un prodotto di scarto, vive di strutture non convenzionali, di forme espressive inedite, si nutre di ambizione e genera prodotti di gusto e sensibilità superiore alla media. Alla luce di questa superficiale ed inesatta definizione, possiamo inserire gli Apocryphal Voice nel filone dell'avantgarde? Mi terrò la risposta per la fine della recensione, passando a descrivervi brevemente l'album in questione. "The Sickening" è un classico mini-cd apripista in vista del debutto di questo duo finlandese. Tre pezzi per una durata complessiva di ventuno minuti... il che fa circa sette minuti a brano, e non è poco! Con queste credenziali il rischio prolissità è in agguato, e purtroppo colpisce anche. Se gli Apocryphal Voice colpiscono nell'intento di creare una musica malata e disturbante, tutti i loro sforzi vengono vanificati da strutture ripetititive che fanno pesare come macigni i lunghi pezzi. Non si può negare che j.anton jokisalo abbia fatto un buon lavoro (soprattutto nella cura delle parti vocali) nella composizione di "The Sickening", ma forse proprio il fatto di aver assorbito tutto il processo nella mente di una sola persona ha creato una situazione di estrema staticità e monoliticità. Da una parte le chitarre svolgono un ottimo lavoro reinterpretando le classiche dissonanze tipiche del black metal in una veste ancora più curata, dall'altro la batteria va a farsi carico dei tempi riuscendo a non invadere mai l'atmosfera generale. Le sperimentazioni ci sono: una parte di polka nella prima traccia, un carillon con tanto di vocals declamate, l'intro della terza traccia affidata ad un pianoforte non troppo normale, ma l'impressione generale è che siano degli episodi più che la norma. Quando l'innovazione nasce da uno spirito fine a sè stesso l'ascoltatore ne ha subito sentore e, alla fine, la risposta alla domanda iniziale non può essere che NO.
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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