Copertina 7

Info

Anno di uscita:2011
Durata:54 min.
Etichetta:Metal Blade
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. LIE AWAKE
  2. G.U.T.
  3. MULTIVERSE
  4. END OF INFINITY
  5. TRANSFECTION
  6. CLEAN ROOM
  7. CURRENTS
  8. TRAVELER
  9. EGO MACHINE
  10. BEING NO ONE
  11. ENTANGLEMENT
  12. MINDSTEPS

Line up

  • Elton Nestler: bass
  • Joey Daub: drums
  • Kevin Leaman: guitars
  • Jeff King: keyboards
  • Kurt Bachman: vocals, guitars

Voto medio utenti

Dio solo sa, ed è proprio il caso di dirlo poichè si tratta di una christian band, quanto apprezzi i Believer, formazione statunitense che ha conosciuto il proprio periodo di splendore ad inizio anni '90 con due album bellissimi di techno-thrash/death, prima che il grunge spazzasse via tutto e lasciasse in piedi solo gruppi di sfigati boscaioli che sapevano a malapena tenere una chitarra in mano.

Per fortuna nel 2009 la Metal Blade ha messo sotto contratto la band di Kurt Bachman dopo ben 16 anni di agonia, che è tornata in ottima forma con "Gabriel", un album sicuramente lontano dalle sonorità degli esordi, molto più progressive e ragionato, lavorando sulle caratteristiche del loro album più famoso, quel "Dimensions" che li condannò all'oblio nonostante fosse e sia tuttora di valore assoluto.

Il nuovo "Transhuman" prosegue il discorso di "Gabriel", incurante di tutte le critiche che gli pioveranno addosso o, peggio, all'indifferenza generale che il pubblico metal, come sempre, gli riserverà.

Poco male, i Believer ci sono abituati, e ci approcciamo al nuovo lavoro scevri da ogni condizionamento o barriera, ben consci che il quintetto statunitense , a prescindere dalla direzione intrapresa, ci consegnerà musica di qualità; "Transhuman" punta maggiormente su lidi melodici, atmosfere rilassate, ritmi lenti e quell'immancabile aura di tristezza e depressione di matrice quasi doom che spesso caratterizza le composizioni dei nostri.

Sebbene in generale abbiamo apprezzato l'ennesimo sforzo dei Believer si può candidamente ammettere che talvolta la band ha osato troppo o semplicemente non è riuscita ad infondere qualità in misura pari al coraggio dimostrato, richiamando alla mente in più di una occasione i Forbidden di "Green", non male in generale ma fuori luogo e contesto. Sia chiaro, basta un passaggio, un'armonia a far emergere la classe dei nostri e rimettere le cose a poste, ma brani come "G.U.T." o "Clean Room" risultano non adeguati al valore della band, oppure più che ostici ad un primo ascolto... ed è proprio questo il motivo del ritardo di questa recensione, dato che "Transhuman" è stato ascoltato una decina di volte prima di giungere a piena assimilazione.
Apertura mentale, ampio respiro, zero limiti per un album indubbiamente non per la massa.

Non convincente come "Gabriel", ovviamente un'altra storia rispetto a "Dimensions" e "Sanity Obscure", ma in ogni caso bastano pochi secondi di "Multiverse" o "Currents" a regalarci un'emozione ed un sorriso.

Non è forse tutto ciò che chiediamo alla musica?
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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