Copertina 8

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2011
Durata:54 min.
Etichetta:MaRaCash Records

Tracklist

  1. CLUSTER
  2. HOT WINE
  3. SLAPDASH DANCE
  4. ALEXA IN THE CAGE - VOCAL VERSION
  5. INTO THE VOID
  6. WHO'S BISEX?
  7. RETURN TO KOLKATA
  8. SPIN THE WHEEL
  9. ALEXA IN THE CAGE - INSTRUMENTAL VERSION

Line up

  • Ettore Salati: electric, acoustic, 12 string guitars, sitar, duclimer, bass pedals
  • Angelo Racz: keyboards, synths
  • Roberto Leoni: drums, precussions
  • Nicola Della Pepa: bass
  • Joe Sal: guest vocals on "Alexa In The Cage"

Voto medio utenti

Il progetto The RedZen annovera al suo interno musicisti preparatissimi e dalla solida carriera, con alle spalle tanta esperienza in bands dal diverso approccio musicale. Il punto d’incontro di tali eminenti strumentisti è un prog-rock infarcito di fusion, interamente strumentale, che vede la luce in questo primo album dal titolo “Void”. Otto tracce, più una versione strumentale dell’unico brano cantato, ma qui è davvero un piacere sentir suonare gente che ha la completa conoscenza di ciò che esegue. Il prog rock dei RedZen somiglia da un lato agli El&P, da un altro agli Spock’s Beard più moderni, senza tralasciare tutto quello che c’è in mezzo e, scusate se è poco, senza dimenticare la quota personale, che ognuno di questi quattro artisti apporta agli arrangiamenti ed alle esecuzioni, per la buona riuscita di un dischetto piacevolissimo da ascoltare. Ovviamente, è prog-fusion strumentale, il che sgombra immediatamente il campo per quanto riguarda la fascia d’utenza di questo “Void”. Ma, se siete ancora lì a leggere, avrete la possibilità di ascoltare nove tracce davvero piacevoli e mai stancanti, in cui il virtuosismo dei quattro componenti non prevale mai sul sound d’insieme, nel difficile ma riuscitissimo tentativo di mettere, in un disco di progressive rock, le forti individualità di quattro superbi musicisti al servizio della song. Potrei citarvi qua e là momenti più o meno interessanti, dalla bellissima “Slapdash Dance” (che mi sa molto di Alan Parson’s Project) alla morbida “Into the Void”, da una “Hot Wine” trascinante ed istrionica ad una “Who’s Bisex?” più prettamente fusion, seppur iniettata di elettronica quanto basta. Insomma, di bella musica qui ce n’è a bizzeffe, ovviamente se andate d’accordo con il genere. Complimenti ai The RedZen, gran band con un gran gusto.
Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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