Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2011
Durata:45 min.
Etichetta:eOne Music / Century Media

Tracklist

  1. TERRA NOCTUNUS
  2. THE WORLD ENGULFED IN FLAMES
  3. SAVOR THE KILL
  4. MAN & SWINE
  5. LOVE AS A WEAPON
  6. YOUR EVERYDAY DISASTER
  7. VIOLENT BY NATURE
  8. PURGATORY
  9. SEVERED INTO SEPARATES
  10. WOUND
  11. TERRA SOLARIS
  12. BEYOND THE LIFE YOU KNOW

Line up

  • John Henry: vocals
  • Mike Schleibaum: guitars
  • Mike Carrigan Theobald: guitars
  • Paul Burnette: bass
  • Ryan Parrish: drums

Voto medio utenti

Una certezza in campo estremo.
Ed i Darkest Hour lo confermano anche con il loro settimo album, "The Human Romance".
Certo l'inizio non è devastante... non ancora perlomeno, tuttavia dopo la breve intro "Terra Nocturnus", questa formazione statunitense (da Washington DC) ci mette rapidamente a ferro ed a fuoco con "The World Engulfed in Flames", dove è la voce aggressiva di John Henry a muoversi su trame musicali tanto brutali quanto ben articolate.
Un processo di distruzione sonica portata avanti anche con "Savor the Kill", brano affine alla scena Death Metal Svedese, non stupisce quindi scoprire dietro la console Peter Wichers dei Soilwork, tuttavia si nota anche che John Henry tradisce qualche difficoltà nell'adattarsi ai momenti dove gli è richiesto un approccio un po' più melodico.
Sarà solo un caso, ma "Man and Swine" accentua ulteriormente i ritmi, ed è evidente come i Darkest Hour si siano ormai messi alle spalle lo split con Kris Norris, sostituito già a partire dal precedente"The Eternal Return" (2009) dal nuovo chitarrista Mike Carrigan.
Già… le chitarre: al fianco di Carrigan ritroviamo una delle colonne portanti del gruppo, Mike Schleibaum, ed entrambi si delineano come una delle armi vincenti del disco, tratteggiando sia l'inizio di "Love As a Weapon", dove si vive di brucianti scatti nervosi, sia l'assalto di una "Your Every Day Disaster" che ci illustra come dei novelli Motorhead affronterebbero un pezzo Death & Metalcore.
A metà dell'album ci accorgiamo che i Darkest Hour sanno ancora piazzare mazzate da paura, ma sono in grado di sfoggiare un guitarwork vario ed in grado di fare la differenza, grazie ad un notevole tocco melodico da parte della coppia Schleibaum & Carrigan, peccato che John Henry, almeno nell'occasione, non riesca a mostrare la stessa versatilità.
La seconda parte di "The Human Romance" non ci propone chissà quale novità, ma da queste parti si segnalano sicuramente "Severed Separates" e "Wound", per il loro approccio swedish, ma anche un finale a sorpresa, dove incontriamo i Darkest Hour alle prese con "Terra Solaris", un inaspettato brano strumentale, sfaccettatato, articolato e che ovviamente si riallaccia all'intro, seguito poi a ruota dalla conclusiva "Beyond the Life You Know", dove riesplode tutta la rabbia degli statunitensi.

Bravi... un buon disco, ma sono convinto che avrebbero potuto far di meglio.
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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