Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2011
Durata:41 min.
Etichetta:Nuclear Blast

Tracklist

  1. LOUHEN YHDEKSäS POIKA
  2. PääT POIS TAI HIRTEEN
  3. TUOPPI OLTTA
  4. LONKKALUUT
  5. TEQUILA
  6. UKON WACKA
  7. KORVESTA LIHA
  8. KOIVU JA TäHTI
  9. VAARINPOLKKA
  10. SURMA

Line up

  • Jonne Järvelä: vocals, guitar
  • Jaakko "Hittavainen" Lemmetty: violin, jouhikko, flute
  • Matti "Matson" Johansson: drums
  • Jarkko Aaltonen: bass
  • Kalle "Cane" Savijärvi: guitar
  • Juho Kauppinen: accordion

Voto medio utenti

Più lo ascolto, più mi vien voglia di bere…

Rieccoli, quei pazzi finlandesi dei Korpiklaani, ancora una volta con un album che è una promessa mantenuta. Precisazione d’obbligo: i Korpiklaani sono una di quelle bands che o le odi o le ami, per il loro essere intransigenti nella proposta musicale, per il loro non voler spostare di una virgola la ricetta sonora, per il loro essere talmente uguali a se stessi da rischiare di confonderli con un album del passato. Ma tant’è, questo è quello che la fan-base chiede, e questo è quello che “Ukon Wacka” dà!

Il titolo evoca un antico rito pagano in cui si versava birra a fiumi, quale argomento più indovinato per intitolare un album dei Korpiklaani? Dieci songs una via l’altra, in cui il folk metal finlandese non subisce la benché minima contaminazione, in cui anche nel primo singolo “Tequila”, il sound e l’attitudine sono pura Finlandia al 100%. Come sempre, almeno nelle ultime releases, la band fornisce nel booklet traduzioni e commenti alle songs in inglese, così da rendere più fruibile la proposta anche per chi “non mastica la lingua”.

Non un brano risulta fuori posto, dall’opener “Louhen Yhdeksäs Poika” alla emblematica title-track, giù giù fino alla bellissima e suggestiva “Surma”, non una nota in questo album è dove non dovrebbe essere, potrei spendere un fiume di parole o limitarmi a ribadire il concetto, ma credo che abbiate già capito: se amate i Korpiklaani, il folk metal più becero e cazzone, la fisarmonica a cavallo di ritmiche metal serrate, e la doppia cassa a braccetto con la doppia cassa di Moretti da 66, questo è l’album dell’anno.
Recensione a cura di Pippo 'Sbranf' Marino

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 08 feb 2011 alle 20:08

A me piace parecchio..sono matti.

Inserito il 07 feb 2011 alle 08:09

Questo è folk da sagra della porchetta rimescolato ogni anno, sempre con meno fantasia...

Inserito il 05 feb 2011 alle 15:44

Guai a chi offende la Moretti, le migliori sbronze della mia esistenza ad un prezzo contenuto!

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