Noisear - Subvert The Dominant Paradigm

Copertina 8

Info

Anno di uscita:2010
Durata:39 min.
Etichetta:Relapse Records

Tracklist

  1. BREAKING BAD AT THE MULBERRY
  2. WAITING TO BE BORN
  3. GESTAPOLIS
  4. INEVITABLE EXTINCTION
  5. GLOBAL WARNING
  6. FRAUDULENT
  7. INFORMATION HIGHWAY TO HELL
  8. STRESS PANDEMIC
  9. INOPERATIVE
  10. DEFORMED BY SOCIETY
  11. THE RAIL
  12. THE ALTERNATIVE ISÀ
  13. BLACKOUT
  14. SLAVE
  15. ACE IS THE KING
  16. THE LAST SPARK OF RESISTANCE
  17. LIFE CONSUMED YOU
  18. IGNORANCE IS BLISS
  19. MINEFIELD
  20. FIGHTING ADDICTION
  21. BOREALIS STORM
  22. POISONOUS CURE
  23. FOUR WALLS
  24. THE PERPETUAL DOWNFALL OF MAN
  25. TRANSLUCENT
  26. ALMAS POR EL INFIERNO
  27. SILENT GUILT OF THE REAPER
  28. CONTAMINANT OF THE EARTH
  29. THE BLACKENED SEA
  30. NOISEARUPTION

Line up

  • Alex Lucero [vocals]
  • Joe Tapia [bass,vocals]
  • Dorian Rainwater [guitar,vocals]
  • Thomas Romero [guitars]
  • Bryan Fajardo [drums]

Voto medio utenti

Direttamente dal New Mexico, i Noisear ci presentano il loro album di debutto per l'etichetta Relapse, dopo aver prodotto con la stessa un vinile split da 7" con i The Arson Project, e dopo aver debuttato ufficialmente nella scena metal internazionale con Red Tape Agenda, per l'etichetta australiana totally-grind-centred, Blastasfuk Records.

Subvert The Dominant Paradigm si presenta come un buonissimo lavoro, veloce e conciso e con un ottimo impatto sonoro.
Prolifico ma non dispersivo nelle sue trenta tracks concepite in puro stile grind, rivela una maturità di composizione davvero notevole, con una piacevole sorpresa finale che spiegheremo più avanti.

Le raffiche di aggressività rendono il lavoro carico ed adrenalinico e ciò che colpisce è proprio il ritmo, serrato ma con frammezzi melodici ed assoli che conferiscono quasi una venatura progressiva all'intera release.
Ottima la fusione tra l'essenzialità caotica della voce e la persistente distorsione del basso, accostati ai puliti riff di chitarra che insieme creano un mix omogeneo e lineare, seppur nel diverso stile d'esecuzione. La band ha senza dubbio le idee molto chiare nello strutturare i pezzi in maniera accurata e decisa. Ed è proprio l'accuratezza che balza in prima linea, l'attenzione ai particolari e l'estremo impegno nello sfornare un lavoro che dimostri di essere impeccabile anche dal punto di vista formale.

Infatti, i Noisear dimostrano di rompere i clichè secondo i quali la quasi totalità delle band grindcore punta alla stesura di materiale musicale scarno, sporco e sia quasi per nulla interessata alla cura degli aspetti formali; ed in questo senso la band rivela la stessa pignoleria di una band technical death metal, anche per alcune scelte stilistiche, come gli assoli, che senza dubbio sono un elemento atipico del genere e che arricchiscono le track dal punto di vista tecnico, come avviene nel caso di "Life Consumed You".

Tuttavia, i Noisear non perdono di vista le loro radici musicali e la piena attitudine grindcore/crust punk viene fuori attraverso le argomentazioni affrontate, sensibili alle tematiche sociali e con un marcato orientamento anarchico-rivoluzionario.

Degna di nota anche la particolare "Global Warning", che avevo avuto già modo di ascoltare all'interno della compilation [che consiglio vivamente a tutti] che la Relapse aveva reso disponibile come speciale regalo natalizio a tutti coloro che, seguendo le band poste sotto suo contratto, supportano anche la label.

Ma è la track conclusiva, "Noisearuption", che racchiude più di tutte il concetto attorno al quale ruota tutto il full lenght.
Sono ben venti i minuti che compongono la violenza e l'inquietudine noise, in cui diverse distorsioni si fondono tra loro in un suono frastornato ed ipnotico che rende la track un autentico esempio di musica elettronica. Trovo geniale anche il contrasto che si genera tra la concisione e la linearità degli altri pezzi dell'album e l'assoluta frammentarietà ed eterogeneità sonora di questa ultima, lunghissima track.
"Noisearuption" comincia con un monologo che più che altro sembra essere una confessione con sé stessi, una denuncia contro il mondo circostante che ci comprime e ci spersonalizza; uno sfogo che nasce sordo e quasi sussurrato, per poi esplodere progressivamente ed esaurirsi in un urlo di amara rabbia.

Di seguito riportiamo le parole dell'intro:
A corrosive onset the preexisting erosion of our infrastructure, variables of excuses and complacent acceptance of mediocrity, rise to existance from a false sense of balance and comfort outnumbering realistic ideas o action to set forth solution or change the gravity and urgency which encompasses diplomatic strategies in the multinational petroleum theatre outweighs the outcome of bioyoxic genocide and the fanning out. Exhausting and crippling our own self defense.. Resources and assets rendering ourselves incapable and vurnerable in the scope of world hierarchy.
*

Insomma, davvero un ottimo debutto per i Noisear, un lavoro che convince e che sembra essere di grande auspicio per le produzioni future.

Consigliato agli amanti di Phobia, Murder Construct e dei floridiani Assück.




*lyrics courtesy of Dorian Rainwater, chitarrista dei Noisear.
Recensione a cura di Selenia Marinelli

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