Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2010
Durata:53 min.
Etichetta:Season Of Mist
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. HOAX-VIRUS-GOD
  2. CLONING THE DIVINE
  3. WORSHIP INDUSTRIALIZED
  4. HEXAMERON
  5. I, FLESH OF GOD
  6. ORIGIN
  7. CUIUS VIS HOMINIS EST ERRARE
  8. I, BLOOD OF SATAN
  9. XXI (THE PATHOLOGICAL MASS)
  10. THE HULK OF CONVICTION AND FAITH

Line up

  • Thyr: drums
  • Alex: bass
  • Astaroth: guitar
  • Ulrich: vocals/guitar

Voto medio utenti

Gli Otargos sono l'ennesima fucilata sparata dalla Francia, quella nera e violenta, e non mi sto riferendo a nessun colore politico, semmai i rimandi sono tutti alla scena Black Metal, una delle migliori in senso assoluto in tutta Europa e non solo. Ma adesso torniamo nello specifico agli Otargos al nuovo disco intitolato No God, No Satan, ossia quello della maturazione artistica. I precedenti lavori erano tutti dei buoni esempi in fatto di dedizione alla causa, ma forse erano pure lievemente derivati (chi non lo è nel Black Metal tradizionale di ultima generazione?!). Con questo nuovo album il discorso e la musica iniziano a cambiare, si sono aperti e hanno cercato di "sperimentare" qualcosa di diverso, di più eterogeneo e i risultati non tardano ad arrivare. La struttura portante delle canzoni si è fatta più complessa e in alcuni momenti cervellotica, si è cercato di affiancare alla canonica violenza del Black Metal un qualcosa di più quadrato e possente, quasi a voler dare un ordine lucido e chirurgico al tutto. Con il risultato che adesso suona tutto più controllato e ben indirizzato all'obbiettivo: creare malessere e disagio sonoro. Non stupisce che questo nuovo cd della band francese esca sotto le ali protettrici della Season Of Mist, un'etichetta che da sempre propone gruppi musicali di assoluto lavoro, ma che negli ultimi tempi sta ulteriormente arricchendo il proprio rooster con soggetti (deviati of course) dalla forte personalità stilistica. Gli Ortagos possono e devono essere inseriti nel grande calderone del Black Metal, ma non sono l'ennesima band di mestieranti, decisamente no, loro hanno una partecipazione Attiva. Creano per restare e infatti hanno appena imboccato la strada giusta... il bello deve ancora venire.
Recensione a cura di Andrea 'BurdeN' Benedetti

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