Con i recenti festeggiamenti della carriera di Graham Bonnet, leggendario cantante della scena musicale hard rock/heavy metal, avvenuti con la pubblicazione del live album 'Lost In Hollywood Again', ci sembrava un peccato perdere l'occasione di scambiare quattro chiacchere con il singer britannico, il quale passando da Rainbow, MSG, Alcatrazz, carriera solista e quant'altro, ha avuto senza dubbio una Carriera con la C maiuscola! Buona lettura!
Ciao Graham! Prima di tutto, grazie per aver accettato. Iniziamo con una domanda di rito, come stai?
Sto bene, ti ringrazio.
Più di 50 anni passati sui palchi di tutto il mondo! Certo, è un traguardo invidiabile. Guardando in retrospettiva su tutta la tua carriera, a quali momenti sei più affezionato?
Incontrare i BeeGees è stata una di queste. Se non fosse stato per quell'incontro, non sarei qui a farmi intervistare. Quell'esperienza ha cambiato tutta la mia vita.
Cambieresti qualcosa, avendo la possibilità di tornare indietro? O la pensi più come quel che è fatto è fatto, e va vissuto il presente?
Vivere nel presente.. senza ombra di dubbio.
Che significato ha avuto per te suonare questo show celebrativo al Whisky A Go God di Los Angeles?
Non ho mai avuto un legame così forte con il Whisky rispetto ad alcuni membri della band, ma ricordo di aver sentito parlare del famoso Whisky A Go-Go ai tempi.
Come nasce la tua passione per la musica? Chi furono i tuoi maggiori riferimenti come cantante, agli inizi?
Il mio amore per la musica nacque quando ero bambino e ascoltavo Mario Lanza e David Whitfield alla radio.
Facciamo un grande passo indietro. Che ricordi hai della chiamata di Ritchie Blackmore quando entrasti nei Rainbow?
La chiamata in realtà fu di Roger Glover, che mi chise di fare un provino. Dovetti imparare una canzone intitolata “Mistreated”.
'Down To Earth' è ancora oggi un disco che ha un significato particolare per te?
Quello fu un altro punto di svolta nella mia carriera musicale... una direzione completamente diversa da perseguire.
Quanto ha contribuito alla tua formazione l'aver avuto l'opportunità di lavorare con musicisti come Don Airey o Cozy Powell?
Quando sono entrato nella band mi sentivo inferiore a loro. Non mi sentivo abbastanza bravo.
Il tuo stile vocale ha il pregio di sapersi adattare ad ogni contesto, e dopo l'avventura con i Rainbow non possiamo non citare 'Assault Attack' degli MSG, decisamente una proposta più heavy metal rispetto ai primi. Come entrasti in contatto con Schenker?
Cozy mi invitò a vedere Michael suonare, e mi chiese di entrare nella band.
In questo caso, rispetto all'esperienza nei Rainbow, il tuo contributo alla scrittura dei pezi insieme a Schenker fu fondamentale. Come ti trovasti a lavorare sulle canzoni insieme a Michael, che ricordi hai?
Per me fu un'occasione per scrivere testi e melodie. Michael riteneva che il suo inglese non fosse abbastanza buono.
Invece del periodo negli Alcatrazz cosa puoi raccontarci?
Mi piacque molto lavorare con Yngwie... era così magistrale e unico. Lavorare con Steve Vai fu una gioia perché era così innovativo e interessante dal punto di vista musicale. Danny Johnson era molto tradizionale e orientato al blues. È un musicista fantastico a tutto tondo.
Sei molto conosciuto e apprezzato, come detto, anche per la tua versatilità nei progetti ai quali hai contribuito. Non hai mai sentito il bisogno di fermarti su un singolo progetto, o proprio per tua indole ti piace lavorare con persone diverse, avendo conseguentemente prospettive e punti di vista differenti in fase di songwriting?
Credo che il cambiamento sia una cosa positiva. Non ho mai cercato di cambiare band, è successo sempre tutto in modo naturale, ma ho apprezzato tutte le diverse esperienze con tutti i progetti ai quali ho lavorato.
All'infuori della musica, hai qualche hobby o passione particolare?
La musica è sempre con me, anche nel sonno.
Come hai saputo mantenere così bene la tua forma vocale? Dovendo cantare pezzi abbastanza diversi nello stil immagino non fosse, e ancora sia, facile.
Mi prendo molto cura del mio fisico, in particolare della voce.
Torniamo quindi al presente, a quasi 80 anni ed una invidiabile energia, quali sono i piani futuri per Graham Bonnet?
Ho intenzione di continuare finché non potrò più farlo. La musica è la mia vita, e farò questo per sempre.
Bene Graham, l'intervista è giunta al termine, io ti ringrazio ancora molto per la disponibilità, e lascio a te le ultime parole!
Grazie!
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